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Economia
I nuovi accordi per Torino

Tavares: «Nel polo di Mirafiori una nuova economia. E produrremo energia»

Dal 2023 produzione e assunzioni nell’hub del riciclo. Ma l’obiettivo dell’Ad è «compattare gli stabilimenti»

Quando dà l’annuncio, Carlos Tavares sembra togliersi un sassolino – o un macigno – dalle scarpe: «Le paure del passato erano sbagliate» dice, alludendo ai timori che la nuova proprietà sbilanciata verso la Francia distruggesse Torino. «Invece, oggi, manteniamo i nostri impegni per l’Italia» ha detto l’amministratore delegato di Stellantis. Ieri, tra i gloriosi modelli del passato all’Heritage, c’era aria di festa per l’annuncio – che vi avevamo anticipato – che significa un nuovo futuro per lo stabilimento ma anche per buona parte della città.

IL NUOVO POLO
Nelle aree vuote dell’ex gigante arriveranno le linee per la realizzazione delle trasmissioni per i veicoli elettrici – una produzione di 600mila pezzi l’anno – che sostituiranno i cambi tradizionali, e poi l’hub dell’economia circolare, anzi «Mirafiori sarà il polo di economia circolare più importante per Stellantis nel mondo, sia Europa che Nord America». Vale a dire, il riciclo e recupero delle batterie esauste ma anche delle altre componenti.

LE ASSUNZIONI
E ci saranno assunzioni, come confermano anche i sindacati: loro parlano di 550 persone, che non paiono molte in senso assoluto, ma Tavares non vuole confermare i numeri, preferendo dire che «se dovremo fare assunzioni per portare avanti i nostri progetti, le faremo». A cominciare dall’aumento della produzione della 500 Bev: «Stiamo cercando di rimuovere tutti gli ostacoli e se riusciremo a risolvere i problemi di fornitura potremo fare molto di più. Le potenzialità di 500 bev sono enormi. Abbiamo la capacità di realizzarne anche 90mila, ma dobbiamo affrontare il problema della carenza di materiali». Nonché dei prezzi delle materie prime, «che sono molto volatili», e della concorrenza dei cinesi «che stanno entrando nel mercato con prezzi molto bassi», mentre al momento in Europa il prezzo delle auto elettriche «è difficile da sostenere per la classe media».

PICCOLO E’ BELLO
La strategia di Tavares, e qui bisogna fare attenzione, si sintetizza con «efficienza»: ossia «se possiamo realizzare una cosa investendo meno dei competitor, lo facciamo. In questo momento, abbiamo il 30% di vantaggio economico sugli altri». E poi: «Compatto è efficiente, piccolo è efficace». Quindi, Mirafiori, al di là delle nuove aree, potrebbe non essere il gigante che era un tempo, il che apre qualche interrogativo anche occupazionale, certo. L’obiettivo è «liberare Mirafiori dagli oneri che ha e non è certo colpa dei lavoratori, del nostro team che pure hanno realizzato un eccellente lavoro». L’amministratore delegato si spinge a dire che «con il Comune di Torino» ci saranno altre interlocuzioni per quelle aree, per realizzare «strutture per il benessere e l’economia della città». Non è fantascienza, quindi, ipotizzare una specie di “cittadella green” dove, accanto a Stellantis, possano essere attratte altre aziende di ricerca e dell’indotto del nuovo automotive e dell’energia.

PRODURRE ENERGIA
Va in questa direzione la scommessa di Stellantis di produrre energia, in questo momento così complicato e caratterizzato dai costi elevatissimi. «Anche se stiamo rendendo più compatti i siti produttivi si tratta di aree molto ampie e tetti degli edifici ampi che potremmo utilizzare per energia fotovoltaica. Portiamo avanti progetti per generare energia che già esistono nei nostri stabilimenti, possiamo accelerare e investire in questi progetti oppure con un partner che potrebbe investire la metà e avere un rendimento vendendo energia a noi. Devo proteggere l’azienda producendo energia. la decisione strategica verrà presa entro fine mese». E le strutture energetiche, come già accade per le colonnine di ricarica non più “esclusive” dello stabilimento, potrebbero disponibili anche per tutta Torino. Una visione che ha bisogno di tempo per essere attuata e ha bisogno di politiche, prima fra tutte quella che sta a cuore a Tavares, ossia trovare il modo di rendere accessibile l’auto elettrica alla classe media «altrimenti è inutile produrne di più».

ENTUSIASMO MASERATI
A margine, spazio al futuro del brand del lusso, ossia Maserati, il cui rilancio targato Marchionne era fallito – e nell’ottica di efficientamento e compattamento, la nuova gestione sta sacrificando proprio quello stabilimento di Grugliasco – e che ora invece pare bene avviato. «Ho visto la nuova Gran Turismo – ha detto Tavares – e posso dire che è una delle più belle, se non la più bella, tra le auto che ho visto in quarantun anni di vita professionale. E ne ho viste tante…».

Il video di Tonino Di Marco

 

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