nole tentato omicidio e suicidio
Cronaca
La donna ferita alla testa, senza soccorsi per 24 ore

Poliziotto si ammazza dopo aver sparato alla mamma anziana

L’inspiegabile tragedia in una casa di Nole dove l’agente viveva con i genitori. Lavorava in questura

In quella villa a due piani di Nole Canavese, con i muri bianchi e il giardino in ordine, con aiuole e fiori curati in modo quasi maniacale, si è consumata una tragedia, apparentemente senza motivoI carabinieri della compagnia di Venaria Reale hanno cercato in ogni stanza, in tutti i cassetti dei mobili di casa e nelle chat del cellulare di Salvatore Alessio, 44 anni, assistente di polizia in servizio presso il gabinetto del questore di Torino, una frase che spiegasse perché l’uomo abbia sparato alla mamma e poi si sia ammazzato. «Non è stato trovato nulla», aggiungono fonti della procura di Ivrea, titolare dell’inchiesta. Il tentato omicidio di Irma Fontanella di 72 anni, ex cuoca presso la casa di riposo di Nole Canavese e madre di Salvatore, sarebbe avvenuto due giorni fa, come confermato dal medico legale. «All’ora di pranzo di mercoledì – ricorda Maria, una vicina -. Ho sentito chiaramente due colpi, ma ho pensato a uno che abita qui intorno e che si diverte a sparare alle gazze». Il primo colpo esploso dalla pistola d’ordinanza dell’assistente, una Beretta calibro 9, ha raggiunto la donna alla fronte. Irma Fontanella è caduta sul pavimento, priva di sensi, ma è rimasta viva fino alle 11,45 di ieri, quando è stata soccorsa e l’elisoccorso l’ha trasferita alle Molinette. E’ stata ricoverata nel reparto di rianimazione in prognosi riservata e in pericolo di vita. «Il foro del proiettile alla fronte non ha provocato una grossa perdita di sangue e ciò spiegherebbe perché non è deceduta», ipotizzano i medici. Dopo aver sparato alla madre e credendola morta, Alessio ha puntato l’arma alla tempia e ha premuto il grilletto. L’uomo è morto immediatamente. A dare l’allarme, ieri mattina, poco dopo le 11, è stata un’ex collega della cuoca che si è insospettita perché al citofono non rispondeva nessuno. «Avevo un appuntamento con Irma – ha raccontato la donna ai carabinieri – che è sempre puntuale. Non vedendola, ho chiamato i vigili urbani che sono entrati in casa e hanno scoperto cos’era accaduto. So che c’erano dei problemi con Salvatore, ma di natura privata e forse anche dei motivi di salute, ma di più non saprei dire». I colleghi del poliziotto confermano che «Salvatore era una persona amabile, ma taciturna, poco propensa ad aprirsi a nuove amicizie. Svolgeva il su lavoro con scrupolo e poi tornava a casa, da due giorni era in ferie». In questura aggiungono che l’uomo «non ha mai dato segni di squilibrio. Era stato assegnato al Nop (Nucleo operativo di protezione) e alternava turni di piantonamento tra corso Vinzaglio e la caserma di corso Palestro». Verosimilmente, i motivi del folle gesto vanno ricercati all’interno di quelle mura immacolate della villetta di Nole Canavese, anche se da quella casa non è mai uscita alcuna indiscrezione. Le vicine, le signore Maria e Carmela, aggiungono: «Una famiglia riservata. Qui a Nole da decenni, ma originaria di Casola, in provincia di Napoli. Persone educate, perbene, ci si salutava, ma nulla di più. Ultimamente ci sono stati alcuni problemi di salute che hanno colpito Primo, il papà di Salvatore. Ora è ricoverato all’ospedale di Lanzo a causa di alcune costole che si sono fratturate dopo una caduta». Un incidente occorso all’uomo, un ex operaio metalmeccanico che ha 86 anni e che «cammina con difficoltà, con il bastone, a volte con il girello. Per Salvatore le condizioni del papà erano un problema e lo aveva accennato». Non solo ai vicini, ma anche ad alcuni colleghi di lavoro, «Salvatore sembrava molto preoccupato per le condizioni del padre, anziano e malato».

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