Niente fondi per il polo sanitario di Venaria
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VENARIA

Il Poliambulatorio apre i battenti: «Ma intorno rimane un cantiere»

Ancora polemiche per la mancanza di collegamenti: «Situazione imbarazzante»

Ha ufficialmente aperto i battenti ieri mattina il Poliambulatorio specialistico di via don Sapino a Venaria. I primi pazienti sono stati visitati a partire dalle 8.30, in una struttura che, in alcune parti, è ancora un vero e proprio cantiere. E lo sarà ancora per diverse settimane.

Attualmente, sono già attivi i servizi amministrativi, gli uffici e i servizi distrettuali, le cure domiciliari e il punto unico di accoglienza socio-sanitario. All’esterno, nel parcheggio, si possono trovare cinque posti per i taxi, sei per le auto car-sharing, nove posti per i disabili e otto invece riservati alle donne in gravidanza, a genitori con figli fino ai due anni d’età, anziani e malati. È già stata posizionata la pensilina per il capolinea dell’autobus che, almeno per ora, rimane un vero mistero. Nelle prossime settimane, saranno attivati anche gli ambulatori di Psicologia e Neuropsichiatria Infantile e le attività consultoriali. Successivamente sarà l’ora del Punto di primo intervento, della Radiodiagnostica, del Day Hospital e della degenza. Oltre che del Cup (Centro unico di prenotazione) e il Centro prelievi, che per ora rimangono in funzione nella sede di via Zanellato.

«L’apertura della struttura è un passo in avanti importante e atteso da tempo – commenta Rossana Schillaci, candidata a sindaco per Pd, Moderati, Psi, Articolo Uno e Possibile -. Certo è che così è una situazione piuttosto imbarazzante, senza collegamenti trasportistici. Già nell’ottobre del 2015 avevamo portato il problema in consiglio comunale, nei primissimi mesi della giunta Falcone. Ma nulla è stato fatto. La nostra idea è quella di portare due linee per collegare Venaria e la vicina Druento al nuovo polo sanitario».

Anche Fabio Giulivi, candidato sindaco per il centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Venaria Riparte) è della stessa idea: «Rimangono le criticità, soprattutto legate ad un posizionamento così decentrato, senza collegamenti pubblici. Tutti coloro sprovvisti di auto dovranno farsi accompagnare, prendere un taxi, o rischiare una passeggiata attraverso strade prive di marciapiedi e scarsamente illuminate. Considerando l’età media, molto alta, dei maggiori frequentatori di un centro simile, si tratta di una clamorosa mancanza non sanata».

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