Askatasuna
Cronaca
IL CASO Fratelli d’Italia prepara l’esposto alla Corte dei conti

Polemica Askatasuna, vicesindaca all’angolo chiede aiuto al prefetto

Si riaccende il dibattito in Comune sulla palazzina di corso Regina Margherita 47, occupata da 26 anni

È il primo di agosto e la Sala Carpanini di Palazzo Civico è insolitamente gremita di consiglieri, poliziotti e giornalisti. All’ordine del giorno, c’è l’occupazione della palazzina di corso Regina Margherita 47 da parte del centro sociale Askatasuna. Una vecchia questione mai risolta, che si trascina di amministrazione in amministrazione, in una sorta di patto non scritto di non belligeranza. Eppure, non c’è nulla che spacchi il consiglio comunale di Torino come l’approccio da tenere nei confronti dei centri sociali. Forse solo il Tav.

A riportare sotto i riflettori il tema è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giovanni Crosetto, primo firmatario di una mozione che impegna il sindaco Stefano Lo Russo e la sua giunta «a chiedere formalmente alla questura e in sede di Cosp lo sgombero dello stabile situato in corso Regina Margherita 47, adibito abusivamente a sede del centro sociale Askatasuna». La proposta riporta la data del 10 marzo 2022. Sono passati cinque mesi da allora e, per l’occasione, sono stati invitati anche diversi rappresentanti dei sindacati di polizia. «

Chiediamo di passare dalle parole ai fatti» tuona Crosetto e apre la strada alla proposta di un centrodestra che si mostra unito nel richiedere a gran voce lo sgombero dello stabile. «Dopo 26 anni di occupazione, è il momento di dire basta – commenta l’onorevole Elena Maccanti, capogruppo della Lega in Sala Rossa. «In tutti questi anni non è mai stata fatta una denuncia di occupazione – sottolinea il consigliere Enzo Liardo (Fdi) -. Ci sono stati anche dei costi economici di cui il Comune si è fatto carico».

Sul danno economico, sono intervenuti l’onorevole Augusta Montaruli (Fdi) e l’assessore regionale Maurizio Marrone. «Presenteremo un esposto alla Corte dei Conti per chiedere se la mancata denuncia possa rappresentare un danno erariale per il Comune di Torino» spiegano i due e fanno sapere di aver già fatto richiesta di accesso agli atti. «Gli uffici comunali ci hanno risposto che, da verifiche effettuate presso gli uffici e presso l’avvocatura, non risulta la documentazione richiesta» aggiungono.

Fa discutere poi l’intervento della capogruppo di Sinistra Ecologista, Alice Ravinale, che in commissione consiliare ha sostenuto e difeso le finalità «sociali e culturali» del centro Askatasuna. «Prima di pensare allo sgombero bisogna ragionare su una alternativa per questi bisogni» spiega, suscitando la sorpresa del vice capogruppo di Forza Italia Domenico Garcea e del collega di Torino Bellissima Giuseppe Iannò. Dal Pd poi arriva la promessa di una mozione sullo stesso tema.

«Gli immobili pubblici devono tornare nella disponibilità della comunità – premette la capogruppo dem Nadia Conticelli, insieme alla presidente di commissione Anna Borasi -. Ma lo sgombero senza una concreta progettazione rischia solo di spostare e replicare fenomeni di illegalità». Nel frattempo, la vicesindaca Michela Favaro cerca di gettare acqua sul fuoco e comunica ai consiglieri di aver già provveduto a scrivere al prefetto Raffaele Ruberto, chiedendo «la possibilità di un approfondimento congiunto, con lo scopo di individuare percorsi condivisi di soluzione».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo