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Consulto lampo a Lione

Pogba non si opera: fermo solo 5 settimane

Un blitz in Francia con volo privato, ma al ritorno la faccia di Paul Pogba non faceva trasparire niente di buono: passo claudicante, nessuna dichiarazione. Poi, a sera, la notizia: il centrocampista ha deciso di non operarsi al ginocchio, per non rischiare di perdere il mondiale.

Pogba era partito ieri in mattinata, diretto a Lione allo studio del professor Bertran Sonnery-Cottet, considerato il luminare dei miracoli, l’unico cui aggrapparsi. Accompagnato dal dottor Stefanini dello staff bianconero, è rientrato nel primo pomeriggio. In realtà, il consulto non aveva fugato tutti i dubbi, o per meglio dire aveva chiarito una cosa sola: quella lesione al menisco va operata e non è sufficiente la “sutura” della lesione in artroscopia che si ventilava. Questa ipotesi però avrebbe comportato anche cinque mesi di stop, considerando pure i tempi di recupero – per un giocatore della stazza di Pogba il ritorno in forma è sempre complicato, come dimostrano anche le vicissitudini e le lunghe assenze al Manchester United.

Alla fine la decisione spetta al giocatore, assieme allo staff bianconero: per cinque settimane, Pogba seguirà una terapia conservativa – in realtà già iniziata, subito dopo l’infortunio – con riposo, antidolorifici, fisioterapia, palestra e piscina. Poi, due settimane di campo, con allenamento differenziato. A metà settembre, dunque, potrebbe essere in campo. Bisogna capire in che condizioni.

Ufficialmente, la Juventus non ha comunicato niente. Oggi, giornata di ritorno in campo per la ripresa degli allenamenti, è previsto anche un vertice tra Max Allegri e la proprietà: forse non con Andrea Agnelli – che raggiungerà la squadra a Villar Perosa, per il tradizionale vernissage, giovedì -, ma di sicuro con Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini. L’agenda prevede la strategia di mercato, oltre al caso Pogba. Serve un rinforzo di livello a centrocampo – oltre a un vice Vlahovic, l’ossessione di questi giorni – ma bisogna anche liberare qualche caselle. A cominciare da quella di Arthur: se fosse vero quanto circolava ieri, ossia che il Manchester City avrebbe chiesto Arthur offrendo addirittura Gundogan, allora tutti i problemi si risolverebbero.

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