Pjanic (Depositphotos)
Cronaca
Da Pjanic a Rovella

Plusvalenze e prezzi gonfiati, la procura Figc apre un fascicolo: c’è anche la Juve

Dossier Covisoc, 62 le operazioni sospette: 42 riguardano il club bianconero

Un dossier della Covisoc, la commissione di vigilanza sui bilanci delle società di calcio, successiva a una verifica ispettiva della Consob, rischia di inguaiare la Juventus. La procura della Federcalcio, infatti, ha aperto un fascicolo su una serie di plusvalenze sospette contabilizzate negli ultimi due anni dal club bianconero e da altre società italiane.

Gli affari nel mirino sono 62, tra questi ben 42 riguardano la Vecchia Signora. Occhi puntati sulle quotazioni dei calciatori venduti o scambiati all’estero, da Pjanic al Barcellona (60 milioni) a Cancelo al Manchester City (65 milioni). Al vaglio degli inquirenti anche operazioni in entrata (Arthur dal Barcellona per 72 milioni) o cessioni di giovani a prezzi “gonfiati” ad altre società italiane, come Portanova (10 milioni) e Petrelli (8 milioni) passati al Genoa in cambio di Rovella (18 milioni, ma lasciato in prestito ai rossoblu).

Nel complesso la Juventus da tutta questa serie di manovre avrebbe ricavato benefici contabili per una quarantina di milioni di euro. Tra le operazioni sospette c’è anche quella che ha portato Osimhen dal Lille al Napoli, con inserimento nella trattativa di alcuni giovani della Primavera valutati una quindicina di milioni e che, a distanza di un anno, sono stati liberati dal club francese e ora militano in serie C o in formazioni minori.

L’inchiesta della Figc deve ancora partire, difficile ipotizzare scenari o possibili provvedimenti. L’unico precedente in materia è relativo agli scambi tra Chievo e Cesena nel 2018, che portarono a una penalizzazione di tre punti per il club veneto. Allora, però, c’erano anche intercettazioni telefoniche a supporto, mentre adesso l’indagine prende le mosse esclusivamente dall’esame dei bilanci. In passato Inter e Milan finirono al vaglio della Procura di Milano per una questione simile, ma l’inchiesta – aperta nel 2018 – si concluse con un nulla di fatto.

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