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Il Borghese

Sono i più fragili a pagare prezzo

Nulla cambia, semmai peggiora, in questa pandemia di cui non si intravvede la fine. E a pagare il prezzo più alto come sempre sono le persone più fragili. I vecchi soprattutto, spesso soli a gestirsi con pensioni che assomigliano per difetto al reddito di cittadinanza, e poi gli ammalati cronici e i disabili. Per loro avremmo voluto almeno un’assistenza domiciliare a tutto tondo, quel passo avanti della sanità che – proprio durante questo anno di Covid – avrebbe dovuto essere potenziata per alleggerire il lavoro della prima linea in ospedale. Ma non è stato così. E il futuro, pur tra promesse del governo, e sforzi della nostra sanità da sempre costretta a tagliare qualcosa per far quadrare il bilancio potrebbe riservare amare sorprese. Almeno così parrebbe curiosando tra le note del bilancio prossimo della Regione ove appare netto un taglio alle risorse destinate alle cure domiciliari destinate alle persone non autosufficienti, la fasce più fragili degli anziani e dei disabili. Ci sarebbero otto milioni di euro in meno per un capitolo di spesa che, tra il 2019 e il 2020 è già passato da 67 a 53 milioni di euro. Come dire che, in un settore già fortemente penalizzato ci si dovrebbe organizzare con 22 milioni in meno rispetto a due anni fa, in situazioni già critiche, ma certo ancora lontane dall’emergenza del virus cinese. Nulla di definitivo, lo stralcio di bilancio dovrà essere esaminato in Commissione prima di approdare in Consiglio, ma l’allarme è lecito e già agita le associazioni a cui va dato il merito di sostituirsi sovente – grazie al volontariato – alle carenze delle istituzioni. In ogni caso una sorpresa amara visto che proprio il Covid ha falcidiato questa sofferente parte della nostra comunità che ora chiede con forza maggior rispetto e, soprattutto maggiori attenzioni. Anche sotto il profilo umano.

fossati@cronacaqui.it

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