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Attimi di commozione ieri a Collegno

Pista di pattinaggio intitolata alle baby campionesse morte

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò:«Sarebbero arrivate alle Olimpiadi»

“Per tutti i bambini…Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo…”. È la frase che campeggia sullo striscione posizionato proprio sopra l’ingresso della pista di pattinaggio di piazza Primo Maggio a Collegno.

Una pista che porterà i nomi di Gioia Virginia Casciani e di Ginevra Barra Bajetto, la bimba di 9 anni e la ragazzina di 17 che lo scorso 27 ottobre hanno perso la vita in un incidente sull’autostrada del Brennero, vicino a Trento.

Ieri sera, assieme al sindaco Francesco Casciano, al consigliere regionale Silvana Accossato e all’onorevole Umberto D’Ottavio, c’erano i genitori di Ginevra e il papà di Gioia, che non sono riusciti a trattenere le lacrime nel momento in cui è stato srotolato lo striscione, sulle note di “Hallelujah” di Leonard Cohen.

E con loro c’erano il presidente regionale del Coni Gianfranco Porqueddu e il presidente del comitato regionale della Federazione italiana sport del ghiaccio Marco Bellion, che hanno con- segnato una targa alle famiglie delle due campionesse di pattinaggio su ghiaccio. Porqueddu ha anche letto il toccante messaggio inviato dal presidente del Coni, Giovanni Malagò.

«Siete state strappate alla vita troppo presto, prima ancora che capiste quanto potesse essere dura e triste la vita. Avevate dei sogni, e tra questi c’era la partecipazione alle Olimpiadi invernali. E sono certo che, se il destino non avesse deciso diversa- mente, tra qualche quadriennio ci sareste arrivate».

Molto apprezzate le esibizioni degli atleti Greta Baldan, Anna Bodrone, Masha Grott Gribinc e Nikita Dossena, in rappresentanza della PatPattinatori artistici Torino e dell’Ice Club Torino, due realtà sportive dove le due ragazze di Villarbasse si sono allenate per diverso tempo.

La pista è stata fortemente voluta dall’associazione commercianti di Collegno, di cui fa parte Aline Simon: «Abbiamo lancia- to dei palloncini bianchi, ognuno dei quali aveva legato una lettera dedicata a Gioia e Ginevra, che sono poi stati liberati in cielo».

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