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Cronaca
PARCO CARRARA

Piscina Pellerina, cantiere al via. Ma la riapertura resta un rebus

La preoccupazione dei gestori: «Potrebbero esserci degli intoppi»

Dopo quasi quattro anni di attesa è finalmente partito il cantiere di rifacimento della piscina Pellerina. Ma la riapertura dell’impianto potrebbe slittare di un altro anno. L’area è stata cinta da reti arancioni e all’interno gli operai stanno sistemando la pavimentazione. Il cantiere dovrebbe terminare a fine maggio. Ma gli ostacoli che separano i tornesi dalla possibilità di fare un tuffo nella piscina del parco la prossima estate non sono pochi. «Per portare a termine i lavori ci vogliono quattro mesi, ma non devono esserci intoppi, come nevicate e pioggia. E’ una lotta contro il tempo per riaprire a inizio giugno, questo è l’obiettivo ma centrarlo è difficilissimo» spiega Gianluca Facchini, presidente della società Sporting Parella che gestirà l’impianto insieme alla società Dinamica. A preoccupare i futuri gestori della piscina sono soprattutto i materiali che potrebbero venire a mancare e quindi far saltare l’apertura un’altra volta. «Al momento non abbiamo avuto difficoltà di reperimento – spiega Facchini – ma potrebbe mancare il cemento o qualche pezzo meccanico della sala macchine che verrà completamente sostituita». Oltre alla carenza di materie prime, sono lievitati anche i costi. «Dal preventivo iniziale di un milione di euro, ora spendiamo 1,35 milioni» fa sapere il presidente dello Sporting Parella.

Il progetto prevede la realizzazione di una vasca da 50 metri, vaschette per bambini e le “lagune” idromassaggi. La notizia della partenza dei lavori ha entusiasmato centinaia di residenti del quartiere Parella e frequentatori del parco più grande di Torino. «Finalmente una bella notizia» commenta Cesira. «Speriamo che possa aprire la prossima estate, dopo tutta questa attesa» sottolinea Federica.

Per quanto riguarda il cantiere abbandonato della vecchia piscina a lato, utilizzata come dormitorio di fortuna dai clochard, «verrà sigillato e reso inaccessibile» spiega il presidente Facchini. Il rudere, che tanti anni fa sarebbe dovuto diventare una piscina al chiuso, è invece diventato una zona franca senza controllo. Varie persone vengono spesso viste scavalcare le staccionate e correre via. E non è ben chiaro quali attività svolgano all’interno, oltre all’occupazione abusiva. Il 22 gennaio del 2018, all’interno del cantiere era stato rinvenuto da una pattuglia della polizia il cadavere di un senzatetto, un uomo sulla trentina e di origine africana, morto di freddo. Ogni inverno diversi clochard scelgono quell’edificio per passare le notti. Per entrare è bastato forzare la rete metallica. Ora, si spera, con la chiusura perimetrale, che le cose possano finalmente cambiare.

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