Manifestazione “Sardine”  in piazza Castello /TORINO/ANTONINO DI MARCO
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Pirati a pesca di sardine

Nella pagina Facebook “l’arcipelago delle sardine” appare lunedì scorso questo post: “che Natale fantastico sarebbe con Salvini e i suoi figli appesi per i piedi e Giorgia Meloni fucilata! Siamo bravi ragazzi, ma non tirate troppo la corda!”. Il post scompare presto, tolto dai titolari della pagina, ma per attenuarne le conseguenze appare un tacòn che xé pegio del buso: la denuncia di un ‘furto informatico’. La pagina sarebbe stata hackerata per poche ore, e i pirati ne avrebbero approfittato per pubblicare il post. Ma va? Ricorda quelli che vanno a rapinare con la loro macchina e poi, accortisi che qualcuno ha preso la targa, denunciano il furto dell’auto nelle ore della rapina. E poi, anche se la scusa dei pirati fosse vera, non toglierebbe verosimiglianza al messaggio. Se alcuni scalmanati fanno il saluto romano nei comizi della Meloni, ciò non significa che il fascismo sta tornando. Allo stesso modo il post violento e carico d’odio delle sardine significherebbe solo, se fosse vero, che anche loro hanno degli scalmanati nel branco. Per loro però è più grave, visto che fin dalla prima manifestazione hanno dichiarato di schierarsi contro l’odio. I fantocci di Salvini bruciati, i disegni di Salvini impiccato a testa in giù si son già visti nelle piazze rosse, ittiche o non ittiche. Chi mente fin dall’esordio, presentandosi come movimento giovanile spontaneo e apolitico e poi fa i ‘flash mob’ a Roma (viaggio pagato e buono pasto) coi soliti pensionati e attivisti Pd, può tranquillamente mentire sui pirati informatici. Non c’è bisogno di post veri o falsi su Fb: basta intrufolarsi tra le sardine per sentire quanto odiano Salvini. Sono nate e vengono usate per quello.

collino@cronacaqui.it

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