Francesco Primerano. Archivio Eco del Chisone
Cronaca
IL FATTO

Pinerolo, luogotenente dei carabinieri condannato per corruzione

Si tratta di Francesco Primerano, l’ex comandante del nucleo operativo

È stato condannato a sette anni e quattro mesi di carcere l’ex comandante del nucleo operativo dei carabinieri di Pinerolo, Francesco Primerano, accusato di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e circonvenzione d’incapace. Quest’ultimo reato è stato dichiarato prescritto. Il collegio ha inflitto sette anni di reclusione anche all’amica di Primerano, Caterina Odetto, che l’ex carabiniere avrebbe agevolato in cambio di denaro. Tutta la vicenda ruota intorno al testamento da 450mila euro di un anziano, Mario Audisio, che aveva prestato denaro a molti accumulando crediti per oltre 200mila euro, morto nel 2012. Audisio, quando era in vita, aveva fatto testamento indicando come erede non la nipote (Odetto), con la quale non era in buoni rapporti, ma una coppia di coniugi che viveva in una cascina di sua proprietà. Odetto, non accettando di essere esclusa dal testamento, avrebbe commissionato, secondo la pm Elisa Pazé, titolare dell’indagine, dispetti e intimidazioni verso gli eredi designati. E Primerano li avrebbe effettuati, mandando a casa delle vittime i suoi sottoposti con vari pretesti. Gli imputati sarebbero infine riusciti a far modificare il testamento a favore della nipote circuendo l’anziano. Ma siccome il fatto risale al 2011, il reato è estinto. Primerano, in cambio dei favori fatti a Odetto, dopo la morte di Audisio, avrebbe incassato 25mila euro, parte del testamento. L’ex carabiniere (difeso dall’avvocato Luca Paparozzi) avrebbe anche aiutato l’imputata a riscuotere i crediti che lo zio defunto aveva accumulato, convocando in caserma i debitori. «Primerano – ha dichiarato Pazé durante la requisitoria – usava i carabinieri come una sorta di polizia privata». Le parti lese, che avranno diritto a essere risarcite in sede civile, come stabilito dai giudici, sono assistite dall’avvocato Renato Cravero.

(foto: Francesco Primerano, archivio Eco del Chisone)

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