Alberto Cirio
Cronaca
IL CASO

Piemonte pronto al ritorno in arancione: «Abbiamo i numeri, incrociamo le dita»

Allerta moderata nei numeri sul rapporto settimanale per il ministero della Salute che dovrà validarli oggi

I numeri, questa volta, fanno ben sperare. Anzi, già nel rapporto preliminare sull’andamento della pandemia per cui il Piemonte attende solo la vidimazione del ministero della Salute, l’incidenza dei casi, la crescita dei contagi e una diminuzione della pressione sugli ospedali fanno intravedere la zona arancione. E questa, a maggior ragione, scatterebbe in automatico per via di quanto disposto dall’ultimo Dpcm che, se nelle scorse settimane condannava al rosso per via dei 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti senza scampo, prevede invece una durata del provvedimento di due settimane solo nel caso di un Rt superiore a 1. E, sebbene il primo parametro non vada oltre 199/100mila, anche il tasso di contagiosità continua a calare. Il valore si è attestato a 0.9 per l’Rt puntuale e a 0.88 per l’Rt medio. In diminuzione il numero di nuovi casi segnalati e anche il numero di focolai attivi o nuovi. La pressione ospedaliera resta alta, ma in fase di stabilizzazione con al 59% l’occupazione dei posti di terapia intensiva e al 67% l’occupazione dei posti letto ordinari. «In base a questi parametri siamo fiduciosi che il Piemonte possa ritornare arancione già dalla prossima settimana» ha commentato il governatore Alberto Cirio. «È fondamentale però che non venga meno la prudenza da parte di nessuno – ha aggiunto -. Questi segni di miglioramento sono preziosi e vanno difesi con i nostri comportamenti. I vaccini, la prudenza e il rispetto delle regole sono le uniche vere armi per uscire da questa emergenza e poter finalmente ripartire». Anche il carico di lavoro per gli ospedali sembra alleggerirsi dopo diverse settimane di affaticamento, soprattutto riguardo ai ricoveri e alle urgenze non legate soltanto al Covid. Unica eccezione, pur in un contesto non allarmante, Torino. «Dopo la fase di stabilizzazione, che avevamo segnalato quasi tre settimane fa, si apprezza da qualche giorno una diminuzione dell’attività di pronto soccorso, che adesso pare anche riflettersi sui ricoveri ordinari. Questo in relazione al dato generale piemontese, con dei valori che registrano una maggiore attività nel Torinese rispetto al resto della regione – sottolinea il coordinatore dei Pronto Soccorso per l’Unità di Crisi della Regione Piemonte, Fabio De Iaco -. Il dato dovrà essere confermato nei prossimi giorni, ma è incoraggiante. Naturalmente non ci stanchiamo di ripetere che per confermare questo trend è fondamentale proseguire con comportamenti prudenti e con l’osservanza delle regole»

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