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Cronaca
IL CASO

In Piemonte c’è l’emergenza cattedre: servono 7mila insegnanti di sostegno

L’allarme della Cisl: «Al fenomeno della “supplentite” si risponde con le assunzioni»

A dieci giorni dalla prima campanella dell’anno scolastico, chiamarla emergenza sarebbe eufemistico. Non fosse già il Piemonte “maglia nera” sulla copertura delle cattedre, con solo il 43% dei posti coperti, a fronte di 4.650 posti effettivi previsti l’anno scolastico 2019/2020 e solo 1.285 assegnati, su un totale circa di 22mila assunzioni a livello nazionale, a questo problema va ad aggiungersi il dramma del sostegno. Tra organico di diritto e organico di fatto, la stima della Cisl è di circa 7mila posti da coprire, alcuni di questi già affidati a educatori e supplenti privi di titolo.

L’allarme è serio. «Con l’Università di Torino e il Miur del Piemonte si è ipotizzato un percorso per la formazione di un numero più significativo di insegnanti di sostegno, oggi sono aperte le iscrizioni per 200 posti all’anno, ma il fabbisogno è ben superiore ed è di 7mila, questo percorso potrebbe essere sostenuto dalla Regione» spiega la segretaria generale di Cisl Scuola, Maria Grazia Penna, auspicando che «il nuovo Rettore e il cambio di giunta in Regione “diano gambe” a questo percorso già avviato dalle precedenti amministrazioni».

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