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L’ANALISI/1. Il lavoro la prima emergenza per la regione

Il Piemonte è al bivio: 10mila posti a rischio. «Ma il governo latita»

L’Unione Industriale all’attacco dell’esecutivo. «Non ci comprende e aumenta pure le tasse»

Nell’ultima lettera del proprio mandato ai suoi associati, il presidente dell’Unione Industriale Dario Gallina non rinuncia a un fosco preambolo: «Per il primo trimestre del 2020 non intravvediamo segnali di ottimismo». Lo dicono i dati dell’ultima congiunturale. Lo dicono soprattutto le stazioni di quella Via Crucis del lavoro perduto che fu la fiaccolata della “Vertenza Torino” dello scorso 13 dicembre. Un susseguirsi di crisi aziendali che parte dai 409 dipendenti della ex Embraco di Riva di Chieri e finisce con i 117 della Martor di Brandizzo. In mezzo ci sono i i 600 di Lear (sedili Maserati), i 450 di Mahle Motori, i 432 di Tekfor, i 400 di Olisistem Start, i 370 di New Holland, i 180 di Blutec e Ingegneria Italia, e i 100 di Mtd Tiberina.

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