Il piede nella tagliola

Matteo Salvini (foto Depositphotos).

Siamo alla fase finale del governo gialloverde. Salvini si sgancia dai grillini e chiede le votazioni a ottobre. C’è però un calendario istituzionale che regola le crisi: riunione dei capigruppo indetta da Conte (che potrebbe rinviarla) per convocare le Camere in pieno agosto e votare la sfiducia (convocazione che potrebbe essere rinviata).

Ammesso poi che la sfiducia venga votata e Conte dia le dimissioni, la palla passerebbe a Mattarella, che potrebbe prendersi tutto il tempo che vuole per le consultazioni. Dovrebbe comunque nascere un “governo di transizione” (o balneare, come volete) per condurre l’Italia alle urne. Anch’esso votato con tutti i tempi necessari. Ma potrebbe anche spuntare un nuovo Monti, un governo “tecnico” per fare la finanziaria. Naturalmente nascerebbe dopo incontri, summit, cene, accordi segreti e palesi, annunci, smentite, totoministri eccetera.

Nel frattempo il Pd scatenerà tutta la sua formidabile potenza mediatica per sputtanare Salvini e la Lega, e magari la magistratura rossa si inventerà qualche indagine a orologeria, di quelle che di solito finiscono col non luogo a procedere o con l’assoluzione (dopo anni) ma che all’inizio, ben strombazzate dai media di regime, tolgono consensi. Il rischio è che quando (e se) finalmente si arriverà alle urne, il Capitano non abbia più quel quasi 40% di voti che oggi gli attribuiscono i sondaggi, e che lui vorrebbe monetizzare. Film già visto nel 1995 con Berlusconi, dopo il ribaltone di Bossi: governo Dini, e giù bastonate giudiziarie al Cav. Regia di Oscar Luigi Scalfaro, produzione Pds cinematografica. Se Salvini riesce a uscire da questa trappola, è veramente il nuovo Houdini.

collino@cronacaqui.it

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single