Precipita con il parapendio e si schianta al suolo: salvo dopo un volo di dieci metri, è stato ricoverato al Cto (foto di repertorio).
Il Borghese

Piccole cure esistenziali

Leggendo il “decalogo” diffuso dall’Asl To3 appare chiaro come troppi ritengano il pronto soccorso una “scorciatoia”. Ossia: il mio medico di famiglia non risponde al telefono? Vado al pronto soccorso (aggiungiamo che, paradossalmente, ci sono anche troppi camici bianchi che indirizzano i propri pazienti verso gli ospedali).

Oppure: il dottore dice che è solo raffreddore, ma che ne sa lui? (Ognuno che possa accedere a una pagina di Google ritiene di conoscere la medicina meglio del professionista curante) E via al pronto soccorso!

Il fatto è che avremmo bisogno di punti di assistenza di due livelli: quelli per le emergenze propriamente dette e quelli più ambulatoriali, se vogliamo metterla così. Pare che questo ruolo lo giocheranno le case della salute, sempre che non si punti a farne ospedali in miniatura (con la “competizione” per interventi d’eccellenza con relativi primariati) ma veri e propri centri sanitari “di prossimità”.

Io personalmente preferirei vedere sviluppato il servizio di guardia medica, come un tempo. Soprattutto perché, se davvero si ha l’influenza o la bronchite, non mi sembra una grande idea uscire a prendere freddo…

Poi sento dire che uno dei grandi problemi è la carenza di medici, che ce ne saranno sempre meno nei prossimi anni. Ma guarda un po’: dopo che per anni atenei e ministeri hanno sostenuto la necessità del numero chiuso? Mandateci i baroni a visitare anziani al pronto soccorso, allora. Magari gli fa bene.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo