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L’ANALISI

A picco la produzione industriale: -15,3%

Il Covid ha riportato la crisi della manifattura ai livelli del 2009, tra aprile e giugno 777 imprese in meno

Non è una curva, ma una linea in caduta libera a rappresentare sotto forma di grafico la peggiore crisi dell’industria manifatturiera che il Piemonte abbia conosciuto dopo il disastro del 2009. Il Covid, infatti, sembra aver assestato un colpo di grazia alla produzione, che già lo scorso marzo segnava -5,7% e nel secondo trimestre del 2020 è quasi triplicata, precipitando a – 15,3%, con la chiusura di almeno 777 imprese, se si confrontano i dati congiunturali di Unioncamere con quelli dello stesso periodo del 2019.

Non si salva nessuno
Solo negli ultimi dieci anni sono state 8.365 le aziende perse da un comparto che rappresenta il 9,3% del tessuto imprenditoriale del Piemonte e potrebbe trovarsi a pagare a caro prezzo gli effetti del Coronavirus. Non c’è settore, infatti, che non abbia subito una brusca frenata a partire dall’inizio dell’anno, peggiorando a seguito del lockdown imposto dal Governo a partire da marzo. Primo fra tutti il tessile, insieme con l’abbiglia – mento e le calzature (-32,9%), cui seguono la meccanica (- 19,9%), l’industria dei metalli (-18,8%) e l’elettronica (- 18,5%). Ma in ginocchio si sono trovate anche le industrie del legno e del mobile (- 16,3%), quelle dei mezzi di trasporto (-11,8) che hanno risentito di crollo della produzione di autovetture (-74,6%), accompagnato da una contrazione a doppia cifra della componentistica (-24,2%). Male anche le industrie chimiche, petrolifere e della plastica (- 11,4%), oltre a quelle alimentari (-2,8%).

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