Tabasso
Economia
CHIERI

Piazze, teatro, negozi e uffici: ecco il sogno per l’ex Tabasso

Un progetto del Comune da 33 milioni di euro per il complesso comprato nel ’99

Sotto, 384 parcheggi. Sopra, tre piazze pedonali e 10mila metri quadri di giardino. Poi residenze, il tanto atteso teatro, spazi per negozi, bar e uffici. Sul tetto, infine, pannelli fotovoltaici e un percorso panoramico da cui si domina la città.

È il sogno che il Comune di Chieri vorrebbe realizzare per l’ex Tabasso, complesso industriale abbandonato che la città ha comprato nel 1999. All’epoca servirono 7 miliardi di lire, cui vennero aggiunti 2 milioni e mezzo di euro per destinare una parte a biblioteca, archivio storico, ufficio postale e caffè letterario. Poi si è aggiunta la zona del parcheggio, dell’area verde e dei magazzini comunali. Ora, dopo due decenni di progetti rimasti sulla carta, si punta a completare l’opera con una nuova proposta da 33 milioni e 630.000 euro: «È una base di partenza – non si illudono il sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessore Flavia Bianchi – Abbiamo “messo in bella” gli studi precedenti e ora abbiamo un dossier pronto in caso di opportunità: possiamo proporlo a investitori privati e agli enti superiori, magari per intercettare i fondi del Recovery plan».

Il nuovo progetto, firmato dall’architetto torinese Italo Zanotti, ipotizza di destinare a residenza gli edifici che si affacciano su via Vittorio Emanuele II. Tranne uno, che verrebbe demolito insieme a uno dei quattro capannoni industriali del complesso.

Così potrebbero nascere una piazza su via Vittorio e un’altra nel cuore del complesso, collegate da rampe e gradoni per colmare la differenza di altezza. Da lì si potrebbe accedere a un grosso spazio vetrato, che diventerebbe l’atrio del secondo petalo del quadrifoglio: lì troverebbe posto un teatro con 400 posti a sedere.

«Negli altri capannoni possono starci uffici, bar e ristoranti, spazi commerciali, una “fattoria urbana” – sottolineano Zanotti e l’assessore Bianchi – Si prestano a molti usi perché non hanno pilastri centrali e hanno altezze importanti, tanto da consentire l’inserimento del soppalco. E, sull’angolo verso il centro storico, si potrebbe realizzare un locale con terrazza panoramica sulla città».

In questa visione le auto finirebbero tutte sotto terra: l’architetto torinese immagina di creare due livelli di posteggi, con 384 stalli, ingresso in salita da via Fratelli Giordano e uscita su via Vittorio Emanuele II.

Al posto dei 60 parcheggi di oggi, invece, sorgerebbe un parco con anfiteatro e una rampa a elica che permette di raggiungere la parte alta dei capannoni recuperati. E, sul tetto, sorgerebbe un ulteriore percorso pedonale che porta fino a via Robbio.

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