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Cronaca
SCIOLZE. Ai domiciliari il titolare di una pizzeria, ma rimesso in libertà in attesa delle analisi sulle sostanze

Piantagione di marijuana in giardino: noto ristoratore finisce in manette

Aveva trasformato la casa di campagna in una serra dove sono state trovate piante alte due metri e panetti di hashish

La sera lavorava nel suo locale a Torino, una nota pizzeria non distante dal bistrot stellato di Cannavacciuolo, in una delle zone più eleganti della città, ma di giorno curava la sua serra che aveva allestito nella seconda casa di Sciolze. Peccato, però, che Fabio Marrocco, 42 anni, anziché coltivare pomodori, carciofi o melanzane, si dedicasse alla produzione più redditizia di marijuana e commerciasse anche in hashish.

I carabinieri lo tenevano da tempo sotto osservazione e, nei giorni scorsi, hanno effettuato il blitz. Il ristoratore (che nella sua attività ha un socio che le indagini hanno accertato essere estraneo alla vicenda criminale) è stato arrestato e la droga sequestrata. La perquisizione domiciliare nella seconda casa dell’indagato ha permesso ai militari dell’Arma di scovare una serra con 23 piante di marijuana alte 2 metri, 6 panetti di hashish del peso di circa 700 grammi, 30 grammi di resina di hashish e oltre 21 chili di marijuana in buste sottovuoto. Sequestrato, inoltre, il materiale utilizzato dall’uomo per la coltivazione, l’essiccazione e il confezionamento della sostanza stupefacente. Insomma, una piantagione in piena regola che è costata cara al ristoratore che, però, ha ottenuto i domiciliari e poi la libertà in attesa delle analisi sulle piante e le sostanze sequestrate.

Nella zona Gran Madre, dove ha sede la nota e raffinata pizzeria-ristorante, la voce dell’arresto si è diffusa rapidamente e ha suscitato stupore. Le indagini dei carabinieri non sono terminate. Infatti, «se è vero che il socio della persona arrestata – spiegano fonti vicine agli investigatori – è risultata del tutto estranea al commercio illegale, ora si dovrà accertare in che modo e dove l’indagato vendeva la droga, considerando che la quantità sequestrata non serviva certo ad uso personale».

Da verificare se il commercio di marijuana e hashish fosse limitato alla zona del Chivassese o l’uomo operasse anche in città e, in modo particolare nella zona di Borgo Po, pizza Vittorio Veneto e dalle parti della Gran Madre dove è situata la pizzeria. Una zona della città che in questo ultimo periodo è balzata prepotentemente agli onori delle cronache per una serie di fatti criminali che si sono susseguiti, dai furti negli esercizi commerciali (anche il bistrot di Cannavacciuolo è stato visitato dai ladri) alle rapine in villa, non ultimo il caso che ha riguardato due calciatori della Juventus. Fatti non legati gli uni agli altri, ma che sono espressione di più presenze fuorilegge in uno dei salotti più eleganti della città.

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