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CHIVASSO

Pestato e rapinato nel bar: “E’ stato davvero terribile”

Giovanni Costabile aggredito all’alba da due banditi con il casco

Due banditi con il casco, un pugno in faccia, un calcio sul costato. Uno che lo afferra per un braccio, lo tiene fermo, l’altro che rovista ovunque. La fuga. «Quando leggi sui giornali di una rapina, non puoi capire fino in fondo cosa si provi». E quello che ha provato ieri Giovanni Costabile, 32 anni, da tre mesi responsabile del bar Salus Amabilis di via Po 13, «è davvero terribile».

L’incubo si materializza alle 6.30 di mattina, quando Costabile ha da poco alzato la serranda del locale. «Ero andato in cucina a preparare le brioche, sono uscito dalla porta, il più grosso dei due mi ha sferrato un pugno in faccia, poi mi ha dato un calcio, uno mi ha bloccato e l’altro ha rovistato ovunque » . Dal fondo cassa sono sparite alcune centinaia di euro, forse 400. I banditi hanno preso anche il portafoglio del responsabile, poi sono fuggiti, probabilmente a bordo di una moto o di uno scooter. Costabile è stato trasportato in ospedale a Chivasso, ha due denti rotti e due costole incrinate.

La prognosi è di 10 giorni. «E il dolore è fortissimo». A far male, anche le ferite nell’anima. « Perché è stato un incubo, credo che adesso ogni volta che aprirò lo farò con ansia». L’aggressione e la rapina sono durate pochi minuti. «Un flash – racconta la vittima – mi sono davvero reso conto di cosa fosse successo solo quando sono andati via e ho visto il locale messo sottosopra». Sul caso, adesso, indagano i carabinieri della Compagnia di Chivasso che hanno già raccolto la testimonianza del 32enne, ma lui non è in grado di dire molto dei due aggressori. «È stato tutto così rapido, sono uscito dalla cucina e mi hanno subito colpito. So che uno era più grosso, ma non sono riuscito a cogliere altro» . I banditi, poi, «non hanno neanche detto una parola». E quindi risulta difficile anche solo ipotizzarne la provenienza. Un aiuto, forse, potrà venire dai filmati ripresi dalle telecamere di sicurezza della zona, magari da quelle della sede dell’Asl, a pochi passi dal bar teatro dell’aggressione, che non ha un sistema di videosorveglianza interno.

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