Scontri nella notte tra anti G7 e forze dell'ordine
Il Borghese

Pericolosi equilibrismi

Bene, Torino pare essere sopravvissuta anche al G7. Anzi, qualcuno potrebbe essere soddisfatto, visto che ci sono stati anche gli scontri che certa parte auspicava. Ho sentito di gente che li ha liquidati come «poca cosa in fondo», ma è meglio non dirlo al poliziotto che ha quaranta giorni di prognosi… E poi che cosa vuol dire? Che dobbiamo considerare un successo il fatto che non ci sia scappato il morto o che i manifestanti non abbiano raggiunto la Reggia con le loro brioche-ariete o le bombe carta?

Onestamente, alle famiglie con bambini che, venerdì sera in piazza Castello, si sono viste piombare addosso un corteo, poi gente in fuga, le scintille dei petardi o di un cassonetto in fiamme, questo ragionamento non farà molto piacere. La realtà è che sono sempre i cittadini comuni a pagare lo scotto di queste situazioni, da quelli bloccati nel traffico a quelli che rischiano di prendersi una pietra in testa fino a coloro che hanno tenuto chiuso il proprio negozio.

Ed è di fronte a questi, al limite, che si fa la figura barbina, prima ancora che davanti al mondo. In queste vicende, però, come abbiamo visto accadere altrove e per altre faccende, deve esserci chiarezza dei ruoli: non si può essere incendiari e pompieri al tempo stesso, le prese di distanza devono essere nette e se qualcuno vuole stare tra i contestatori, prima faccia il favore di dimettersi da un ruolo nel quale dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, non solo una parte.

Twitter @AMonticone

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