L'INDAGINE

Perde trenta chili in carcere e poi muore: il pm riapre il caso con una superperizia

Antonio Raddi aveva solo 28 anni. L’aggiunto Vincenzo Pacielo ha chiesto un incidente probatorio

La procura di Torino ha chiesto l’incidente probatorio per comprendere le modalità con le quali venne curato in carcere Antonio Raddi, morto il 30 dicembre 2019 a 28 anni, in ospedale, dopo aver perso 30 chili dietro le sbarre delle Vallette, dove era detenuto da sei mesi.

A volere approfondire l’inchiesta è il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo, che ha deciso di andare l’oltre l’esito dell’autopsia – dalla quale emergerebbe che il giovane sarebbe morto a causa di una sepsi la cui origine sarebbe ignota – e di comprendere come mai il 28enne, quando venne colpito dall’infezione, fosse così debilitato. È noto infatti che un fisico forte sia maggiormente in grado di reggere a eventuali setticemie rispetto a un grave denutrito. Raddi, quando arrivò all’ospedale Maria Vittoria, pesava meno di 50 chili. Soffriva di una forma di anoressia, così sarebbe emerso, ma la domanda che si stanno ponendo gli inquirenti è: venne curato a dovere in carcere? O qualcuno sottovalutò qualcosa? Come mai deperì in sei mesi?

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