CANDIOLO

«Ecco perché la Terra è piatta: ve lo spiego io su Youtube…»

I suoi video spopolano sul web, ma attirano anche minacce di morte

È un ruolo difficile quello del “terrapiattista”. Sì, perché contraddistinto da invidie e acredini tra i diversi esponenti del movimento, scatena «troll», «spie che ci mettono in difficoltà» e «attira minacce di morte». Eppure, nonostante le molte difficoltà che si incrociano nel cercare di smascherare «il grande inganno mondiale» della Terra sferica «adesso c’è molta più gente che ci sta ascoltando e che si sta rendendo conto che le nostre affermazioni sono inopinabili».

A parlare è Luca Sidoti Pinto, 43 anni di Candiolo, consulente immobiliare «e militante di Casa Pound». Luca, però, è soprattutto una delle personalità del movimento “Flat Earth Italia”. La loro teoria è questa: la Terra non è sferica ma un disco sul quale sono schiacciati i continenti con il polo Nord al centro e l’Antartide tutto intorno. «Mi sono interessato alle teorie dei “terrapiattisti” un paio di anni fa dopo aver sentito parlarne Obama e Clinton, così ho iniziato a studiare di cosa parlavano. A quel punto ho cominciato a mettere insieme tutto il materiale possibile: ho comprato libri, guardato documentari, mi sono informato su Internet».

Da quel momento in poi il quadro è stato chiaro. «Io non sono un complottista – specifica Luca -, semplicemente mi sono reso conto che alcune teorie, quelle che ci vogliono propinare, non sono accettabili». E quando ci si riferisce a questo oscuro mondo fatto di menzogne e verità sottaciute, quello nel quale vivrebbe la stragrande maggioranza delle persone, non si parla solo di Terra piatta. Ma anche di falsi attentati «come quello delle Torri gemelle, che sono state fatte saltare in aria sfruttando le energie atomiche come fossero dei forni a microonde oppure quelli di stampo islamico in Francia». In tutti questi episodi «ci sono delle incongruenze palesi tra quello che si evince studiando e quello che ci vogliono far credere».

Quel “ci”, come spiega Luca in uno dei numerosi suoi video presenti su Youtube, è riferito al concetto del «mondialismo globalista». Vale a dire quello che vede i principali attori politici ed economici del globo utilizzare l’opinione pubblica come una pedina da muovere su uno scacchiere costruito a misura dei loro interessi. Una realtà difficile da far accettare alle masse, «d’altronde anche le cose che oggi diamo tutti per assodate, come la presenza di microchip sottocutanei per il controllo della razza umana, un tempo erano considerate pura fantascienza». Quello che secondo Luca impedisce però la diffusione massiva della sua verità «è lo scontro creato ad arte tra noi e i “terrapallisti” con lo scopo di mettere in secondo piano le evidenze scientifiche che portiamo alla luce». Eppure, con molta determinazione, Luca è riuscito via via a convincere le persone a lui care sulla veridicità delle teorie della Terra piatta. «Molto più difficile è invece persuadere quelle laureate, cioè quelle che pur di non veder crollare il loro castello di carte rifiutano a prescindere ogni tipo di confronto».

Ma nonostante tutto Luca non vuole arrendersi. Vuole proseguire la sua campagna di sensibilizzazione e invoca all’unità di tutti i “terrapiattisti”, almeno quelli presenti in Piemonte. «Sarebbe bello se si riuscisse a creare un movimento più coeso, ci renderebbe più forti nel proseguire la nostra battaglia in nome della verità».

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