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La rubrica

Perché i parchi di Torino si chiamano così?

Le origini dei nomi della Pellerina, del Valentino, del Ruffini e della Tesoriera

PELLERINA

Il nome del più grande parco torinese si deve alla Pellerina, un’antica cascina, ubicata all’esterno del parco (è ancora visibile, all’intersezione di corso Regina Margherita e via Pietro Cossa). A sua volte, il nome della Pellerina (Cassin-a dla Pelarin-a, in lingua piemontese) potrebbe essere legato ai pellegrini che frequentavano la zona lungo la via di Francia.

VALENTINO

L’origine del nome del parco più celebre di Torino non è ben chiara. Risalirebbe già ai primi insediamenti di età romana, il che farebbe pensare ad una cappella dedicata a San Valentino. Infatti, da documenti del XIII secolo, pare vi fosse un’antichissima cappella titolata proprio al santo degli innamorati, le cui spoglie sono – è poco noto – conservate a Torino, nella chiesa di San Vito.

RUFFINI

Era stato inizialmente battezzato con un nome altisonante: il Ruffini, alias “Valentino nuovo”, fu chiamato ufficialmente parco Gerolamo Napoleone Bonaparte. Un nome lungo e pomposo, oltretutto dedicato al libertino marito della principessa Maria Clotilde di Savoia, uomo che non lasciò un buon ricordo di sé. Così, quando dopo la guerra fu deciso di intitolarlo a Francesco Ruffini, professore universitario ed ex senatore, nessuno ebbe niente in contrario.

TESORIERA

Il parco della Tesoriera deve il suo nome alla villa omonima, che apparteneva ad Aymo Ferrero di Cocconato, tesoriere di corte all’epoca di Vittorio Amedeo II. Il giardino della Tesoriera ospita il più grande albero della città: si tratta di un platano con circonferenza del tronco pari a 660 centimetri.

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