Alassio (Depositphotos)
Buonanotte

Per qualche palanca in più

La sabbia fluviale e quella marina sono completamente diverse. La prima nasce dallo sfregamento/macinazione delle pietre di un fiume che si porta dietro tutto, fin dalle sorgenti sue e da quelle dei suoi affluenti, compresa la componente argillosa delle alluvioni e dei dilavamenti dei bacini idrografici che poi si tramuta in fango. Ad essa si mescola poi, frantumata in particelle microscopiche, tutta la mota velenosa delle attività non filtrate lungo il percorso. La seconda, la sabbia marina, è esente da fango se non si trova in prossimità di foci di fiumi, come nel caso del golfo di Alassio e Laigueglia, dove infatti c’era la sabbia più fine e meno polverosa, la più celebrata di tutta la riviera.

C’era. Perché i proprietari degli stabilimenti balneari della “Baia del sole” questa primavera hanno avuto la bella idea di prelevare dal Ticino tonnellate e tonnellate di sabbia per allargare le loro spiagge e poter piantare ad agosto due file di ombrelloni in più. Risultato? Un disastro. Loro, con la scusa del Covid hanno aumentato le tariffe (40 euro al giorno per cabina, ombrellone e due lettini) e i clienti si sono trovati immersi in una sabbia polverosa che nei giorni di vento incipriava tutto, lettini, corpi, costumi e asciugamani. In più molti bagnanti hanno lamentato eritemi e allergie dovute ai microinquinanti industriali della rena fluviale.

Dov’era Legambiente? Dov’era il MATTM (Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare)? Purtroppo la regola in Liguria è sempre quella: stangare e mungere i turisti, multarli se sbagliano la raccolta differenziata, e fregarsene dei servizi. Complimenti. Questa genialata della sabbia del Ticino è da Guinness.

collino@cronacaqui.it

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