Polizia
Cronaca
L’INTERVISTA

«Per proteggere i torinesi ci servono le loro denunce»

Il capo delle volanti e la strategia della questura per prevenire i reati

Non bisogna chiamarlo eroe, perché in fondo ha fatto il suo lavoro. Ma il protagonista in positivo dell’assalto alla villa dei giocatori bianconeri è un giovane agente delle volanti che ha inseguito a piedi e atterrato uno dei banditi in fuga, riuscendo così ad arrestarlo e guadagnandosi il privilegio, per una notte, di sedere sul sedile anteriore della volante, un posto di solito riservato ai più anziani. E, probabilmente, anche i complimenti del suo capo: Alessandro Carini, da sei mesi al comando delle volanti della questura. «Un agente giovane sì, ma già esperto» sottolinea Carini, che tiene a rimarcare i risultati ottenuti grazie a una pianificazione eseguita a stretto contatto con il questore: «L’altra sera non eravamo lì per caso, c’è un lavoro preciso dietro ai nostri movimenti».

Quante sono le volanti in servizio a Torino?

«In ogni turno ci sono una trentina di volanti sul territorio, che non si occupano solo di intervenire in caso di richiesta di soccorso al 112, ma fanno anche servizio di prevenzione. E proprio per questo la dislocazione delle risorse a nostra disposizione viene decisa partendo da una attenta analisi a tavolino».

Come vengono scelte le zone da sorvegliare?

«Soprattutto in base alle denunce. Analizzando i dati, ci rendiamo conto se in una determinata zona si sta presentando qualche anomalia. Proprio per questo l’invito è quello di denunciare sempre i reati di cui si è vittima: non solo è l’unico modo per sperare di avere giustizia, ma è anche quello per consentirci di avere un quadro preciso della situazione a Torino».

In collina in un mese abbiamo assistito a due assalti in villa e a una violenta rapina di un Rolex a un imprenditore. C’è una “emergenza collina”?

«Nessuna emergenza. I dati ci dicono che non stanno aumentando i reati, si stratta di episodi limitati che però fanno molto rumore perché colpiscono persone di un certo tipo. Però sappiamo bene che quella è una zona a rischio, proprio perché vi abitano persone agiate e così, solo nell’ultima settimana, abbiamo eseguito dei controlli che ci hanno permesso di verificare la posizione di 315 persone e 229 auto, oltre ad arrestare due ladri e uno spacciatore. I controlli rispetto allo scorso anno sono aumentati del 50%».

Stavate quindi sorvegliando quella zona?

«Certo, proprio per questo dico che l’altra sera non eravamo lì per caso: in questo periodo, era una delle zone più sorvegliate, specialmente in orari più a rischio, come quelli notturni. I reati in zone più “sensi – bili” sono però sempre molto più numerosi di quelli che vengono denunciati in collina: parlo soprattutto di Barriera di Milano, Aurora e San Salvario. Proprio questa mattina (ieri ndr) abbiamo eseguito dei controlli sotto i portici di via Nizza, denunciando un uomo che stava facendo spese con una carta di credito che era stata smarrita da un anziano».

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