Piazza San Carlo dopo la fuga di massa il 3 giugno
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IL FATTO Termini scaduti: via alle richieste di rinvio a giudizio

Per piazza San Carlo è l’ora del processo al sindaco e altri 14

Verso l’imputazione per lesioni e omicidio colposi. L’udienza preliminare sarà entro la pausa estiva

I tempi della giustizia sono ormai maturi. E per il disastro di piazza San Carlo, un morto e 1.526 feriti per una partita di calcio, è ormai imminente l’ora del processo. Calendario alla mano, i termini concessi dal codice ai difensori per chiedere l’interrogatorio dei propri assistiti o presentare memorie sono scaduti o comunque sono agli sgoccioli.

Ma la Procura, con l’aggiunto Vincenzo Pacileo e il sostituto Antonio Rinaudo coordinati dal procuratore Armando Spataro, ha deciso di inviare la richiesta di rinvio a giudizio al giudice per le indagini preliminari. Questione di giorni, forse anche meno. E in quel momento – a meno di richieste di archiviazione ad oggi quantomeno improbabili – i 15 indagati che ricevettero il 415 bis, il modulo che comunica la conclusione dell’inchiesta, saranno a tutti gli effetti imputati per la tragedia del 3 giugno dello scorso anno.

Tra loro, il sindaco di Torino Chiara Appendino, l’ex questore Angelo Sanna, i loro rispettivi capi di gabinetto Paolo Giordana e Michele Mollo e i dirigenti apicali del Comune e della polizia. E poi i manager di Turismo Torino, l’ente strumentale della Città materialmente incaricato di organizzare il funesto evento, e tutti i membri “tecnici” – di questura e vigili del fuoco – della commissione provinciale di vigilanza presieduta dal viceprefetto Roberto Dosio che diede il proprio ok alla serata e all’allestimento della piazza, firmato dall’architetto Enrico Bertoletti.

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