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Salute
IL FATTO

«Per la visita al cuore un anno d’attesa»: in coda dall’alba per un controllo gratis [VIDEO]

In piazza Vittorio Veneto arriva la “Banca del cuore” e migliaia di persone assediano l’ambulatorio mobile

Un “serpentone umano” tanto ordinato, quanto impressionante, che per tre giorni ha dominato piazza Vittorio Veneto. Centinaia e centinaia di donne, uomini, tra cui anziani e intere famiglie che, da mercoledì mattina, attendono per ore e sotto la pioggia una visita al cuore gratuita. «O almeno speriamo di passare, perché se aspettiamo il nostro medico ci vuole almeno un anno. Qui, magari, abbiamo un’occasione» afferma con risolutezza la signora Loredana Manca, già parecchio spazientita per la coda e le attese e che ha conosciuto con la sanità pubblica.

Non si fatica a crederle, visto che non è l’unica a ripeterlo davanti alla clinica mobile della Banca del Cuore che, per due giorni, ha offerto fino a sera esami diagnostici a oltre 300 persone arrivate da tutta la provincia di Torino. Nell’arco di quarantotto ore, però, saranno passate da qui almeno mille persone nella speranza di incontrare un medico, magari, lo specialista in cardiologia che qualcuno non fa mistero di rincorrere ormai da diversi mesi senza alcuna speranza.

C’è il signor Loris, che ha perso la fiducia, ma anche chi non desiste a costo della salute stessa. «Piuttosto mi prendo la bronchite ma almeno riesco a farmi visitare il cuore: non posso permettermi di andare ogni volta da medico per sentirmi dire che ci vanno mesi per una visita specialistica» racconta Giovanni con la foga di chi sembra davvero davanti all’opportunità della vita. E il mistero della sua agitazione si svela con l’età: 83 anni e ancora la voglia di tentare una strada un po’ bizzarra per fare l’elettrocardiogramma. «Me lo ha detto mia figlia e sono venuto di corsa». Non è l’unico a chiedersi quando passerà, ma fa effetto constatare quanti siano gli anziani come lui. Uno su cinque, almeno. «All’Asl dovremmo aspettare un anno, almeno: non abbiamo imparato nulla dal Covid. Prima della pandemia era lo stesso se non peggio, ma dai privati bastano ventiquattro ore, alle volte, per essere ricevuti» lamentano anche Ottavio e Vittorio che, al di là dell’età o delle vicende personali, interpretano il pensiero di decine di altre persone in fila come loro. Un vero e proprio assedio, fitto di gente mentre ci si avvicina all’ambulatorio su ruote. Per cui basta intravedere qualcosa di somigliante a una divisa, fosse anche una cerata parapioggia blu, che subito qualcuno si precipita a chiedere: «Crede che ce la faremo a passare? Perché non hanno distribuito dei biglietti? Come mai tanti hanno dei fogli in mano?». Le risposte sarebbero retoriche ma le domande non sono scontate e restituiscono la cifra che Roberta sintetizza meglio di tutti. «Siamo tutti qui perché la sanità pubblica fatica, non ci sono tanti dubbi sul fatto che chiunque di noi potrebbe raccontare di come una visita presso una clinica, magari con un’assicurazione, si ottenga in poche ore mentre per una prestazione ordinaria in una qualsiasi Asl, specie in provincia, ci voglia molto più tempo». Le ribatte un’altra donna. «Non è sempre così ma certo impressiona che tanti si mettano in coda per una visita» commenta Patrizia mentre i controlli sanitari procedono a ritmo serrato. Sei all’ora dice qualcuno e con una cura impressionante, per quanto gli spazi siano limitati. «Torino si conferma ancora una volta la prima città per affluenza da quando questa campagna è nata nel 2017» conferma il dottor Giuseppe Musumeci, che coordina il progetto “Truck Tour Banca del Cuore 2022” all’ombra della Mole Antonelliana. «Abbiamo avuto almeno mille persone in coda e in questi tre gioni abbiamo fatto 326 controlli e visite. Soltanto nella giornata di oggi almeno 110».

Video di Antonino Di Marco:

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