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VIA VEROLENGO

Per la Principessa 4mila firme. Il quartiere rivuole il suo teatro

Serata musicale alla bocciofila Junior organizzata per il centro Isabella

Lucento non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua “Principessa” e le offerte culturali che negli anni ha sempre donato alla città. La riapertura del teatro del centro culturale Isabella, di via Verolengo 212, tiene sempre banco nel quartiere che in poche settimane ha raccolto più di 4mila firme. Numeri importanti, corredati da iniziative pubbliche. Come quella di questa sera: alle 20, nell’ambito dell’iniziativa “Salviamo la Principessa”, la bocciofila Junior di via Foglizzo 3 ospiterà una serata musicale organizzata dal Tavolo di Lucento con ingresso gratuito. Suonerà la “Banda Periferica Terraneo” che presenterà una canzone nuova di zecca, in favore della riapertura del centro aggregativo e culturale.

«Con la Principessa quasi chiusa spiega Armando Monticone, presidente del circolo di Legambiente “L’aquilone” – il giardino prospiciente è diventato sede di degrado. Un presidio del territorio merita massima attenzione da parte delle istituzioni. La politica della Circoscrizione è miope perché non riesce a vedere il valore culturale di questa esperienza ventennale e la ostacola con la burocrazia».

Nonostante le tante firme raccolte la situazione continua ad essere in stallo, ferma all’incontro avvenuto a Palazzo Civico tra l’assessore alla Cultura, Francesca Leon, e il presidente della Cinque, Marco Novello. Dei circa 150mila euro, necessari per garantire la sicurezza del teatro pubblico che oggi non risponde più alle nuove norme in materia di pubblico spettacolo, la Città si è dichiarata disponibile a farne saltare fuori 80mila. «Soldi che basteranno per mettersi in pari con le norme antincendio, non per aprire il teatro al pubblico spettacolo» ha dichiarato Novello. Il teatro, del resto, è chiuso dallo scorso settembre proprio per motivi di agibilità. Con le attività del polo di via Verolengo 212 sospese fino a data da destinarsi. Al momento solo la sala teatrale è interdetta al pubblico. «Per riaprirla conclude Novello – servono anche gli altri 70mila euro».

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