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Salute
CANAVESE

Per il nuovo ospedale ora ci sono i soldi, ma le liti continuano

Da più di un anno i sindaci del territorio si sono spaccati. La Regione: «In primavera gli esiti delle nostre valutazioni»

I soldi ora ci sono: 140 milioni di euro stanziati dalla Regione per il nuovo ospedale del Canavese. Si conosce pure che superficie avrà: 46mila metri quadri. Quello che manca però è sempre il luogo in cui costruirlo.

Lo stanziamento dei fondi deciso martedì nell’ambito di un piano più ampio che prevede la realizzazione di sei nuovi ospedali in Piemonte non ha risolto il problema che in Canavese si trascina ormai da mesi, segnati da una spaccatura sempre più profonda. Una spaccatura che vede contrapposte sostanzialmente due fazioni: da una parte il Canavese Occidentale fino alle porte di Ivrea con una cinquantina di comuni che sostengono il sito dell’Area Ribes di Pavone Canavese o, come preferiscono anche definirla, l’area del casello autostradale di Ivrea. Dall’altra 39 sindaci, del Canavese Orientale ed Eporediese, che all’inizio di novembre avevano firmato un documento a sostegno dell’area concorrente ovvero la ex Montefibre, sempre ad Ivrea, ma posizionata verso la Serra. All’ultima riunione dell’Assemblea dei sindaci della Asl To4 tenutasi ad Ivrea, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Genesio Icardi, è poi emersa una terza candidatura al fotofinish, quella di Palazzo Uffici 2 di via Jervis, sostenuta dalla Senatrice Virginia Tiraboschi di Forza Italia.

Tre siti sui quali la Regione farà le dovute valutazioni tecniche prima di prendere una decisione definitiva. «Ora le candidature passeranno al vaglio di Ires, Regione e Asl – spiega l’assessore Icardi – entro la primavera 2022 contiamo di avere gli esiti della valutazione». Nel frattempo, il 2021 è trascorso a suon di comunicati e documenti firmati dall’una e opposta parte. A favore della zona Ribes si sono pronunciati i sindaci di Valperga, Pavone Canavese, Salerano, Samone, tra i tanti, mentre diciotto di loro hanno recentemente sottoscritto un documento inviato alla Regione. «Il nuovo ospedale di Ivrea non deve essere posizionato nell’area ex-Montefibre, come auspicato nella riunione ospitata dal Comune di Bollengo il 4 novembre, anziché sulla più idonea area del casello autostradale di Ivrea. Non c’è una contrapposizione tra le amministrazioni dell’area Eporediese e quelle del Canavese occidentale in quanto i nostri Comuni di Samone e Pavone con Salerano e Colleretto Giacosa, la Valchiusella e la ex Pedanea, oltre a tanti altri definiti dell’area di Ivrea, sono perfettamente in accordo sul considerare l’area del Casello autostradale di Ivrea la migliore in assoluto» così Tea Enrico, sindaco di Salerano. A cui si aggiunge Endro Bevolo, sindaco di Pavone: «A sud-ovest del Casello autostradale di Ivrea vi sono dei terreni già destinati e vincolati ad uso servizi pubblici per una superficie di 19 ettari, pianeggianti, lontani dagli insediamenti abitativi, che offrono ampie soluzioni di spazio e permetterebbero di traguardare future espandibilità, adattandosi anche alle nuove tecnologie che prevedono in base alle recenti esperienze Covid sviluppi degli edifici in orizzontale. Vicino ad attività biomedicali, di servizi scolastici universitari e di medicina palliativa. Soprattutto l’area del casello di Ivrea è meglio servita dal punto di vista della viabilità. Invito i miei colleghi sindaci a superare ogni logica campanilistica o di interessi per appoggiare la soluzione “Casello Autostradale di Ivrea”. Si confida pertanto nella sovranità decisionale della Regione, affinché i 105 comuni che dovrà servire la nuova struttura abbiano la miglior soluzione attuale e futura».

Stefano Sertoli, Sindaco di Ivrea, invece ribadisce: «Il mio indiscutibile appoggio va alla soluzione dell’area ex-Montefibre, in linea con il documento approvato dal consiglio e quanto abbiamo sottoscritto a Bollengo con altri colleghi. Non condivido la posizione della Tiraboschi che autonomamente ha presentato la candidatura di Palazzo Uffici, che io personalmente non ritengo un luogo idoneo per l’ospedale. Ne abbiamo preso atto all’assemblea dei sindaci dell’Asl, ma noi siamo a sostegno dell’altra area».

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