Foto di repertorio (Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Per il bene di Mirafiori

Ciò che è buono per la Fiat è buono per l’Italia, soleva dire l’Avvocato, preferibilmente quando otteneva incentivi, cassa integrazione e tutto quello che sappiamo… Ora Stellantis fa risultati record, brilla in una dimensione difficile da quantificare. Ma quanti di quei miliardi potranno ricadere su Torino? E quanto di quei risultati è merito di Mirafiori, lo stabilimento “dimezzato” per dirla alla Italo Calvino che pare risuscitato grazie alla 500 elettrica? Tra tappi di champagne che volano nei salotti buoni degli azionisti e le preoccupazioni costanti dei sindacati, sono queste le domande che si deve porre la politica in questo momento difficile per la città e la regione. Lo sanno bene il sindaco Stefano Lo Russo e il governatore Alberto Cirio che oggi incontrano Davide Mele, responsabile per l’Europa di Stellantis, in un vertice in cui si devono mettere le carte in tavola sul futuro di quella che è stata la capitale dell’auto. Tavares ha lucidato gli ottoni facendo intendere un futuro luminoso per la 500 elettrica, ha dipinto come risorsa straordinaria la Jeep di nuova generazione, e non solo sul mercato nazionale ed europeo. È buona cosa mirare alla conquista dei mercati asiatici, ma la nostra comunità non può sottovalutare il destino di Torino e del Piemonte. Sia dentro gli stabilimenti, sia fuori nel circuito di quello che resta uno straordinario indotto di ingegno e di professionalità. Conforta la buona salute finanziaria di Stellantis, ma non si possono ignorare né la cassa integrazione, né l’esodo (concordato, ma quanto spontaneo?) dei 3mila che hanno lasciato il lavoro per la pensione anticipata. Occorre un patto tra azienda ed enti locali che coinvolga le diverse anime del territorio. E occorre subito. Sull’autunno, che è quasi alle porte, spirano venti di tensioni sociali specie in quelle che sono state le periferie operaie dove alle chiacchiere non crede più nessuno.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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