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Per evitare una rotonda

La corruzione dilaga sfacciatamente, anche a livello spicciolo. Patenti e titoli di studio in vendita, concorsi truccati, frodi alimentari… se i giornali riservassero agli scandali una rubrica fissa (tipo “lo scandalo del giorno”) verrebbe letta distrattamente, come quella dell’oroscopo, da coscienze ormai mitridatizzate e incapaci di indignarsi. A rimediare ci provò Tangentopoli nei primi anni ’90, ma si capì presto che era solo una strategia delle sinistre per eliminare gli avversari. Peccato. Fu sprecata un’occasione. Ma attenzione: se vi scappa di criticare i recenti salvataggi pubblici di banche troppo disinvolte (e mal sorvegliate) nel prestar soldi agli amici degli amici, ricordatevi lo scandalo della Banca Romana (1894: una truffa da miliardi di euro ai valori attuali). Allora rubavano in pochi, ma tanto. Oggi rubano tutti, ma meno. Il fenomeno ricorda la cultura, che è come la marmellata, meno ne hai e più la spalmi. Per millenni fu monopolio di pochi, che la usarono per dominare gli altri, tenuti apposta nell’ignoranza. Oggi è più spalmata, e pazienza se è più sottile. Anche con una sensibilità paesaggistica sottile, però, oggi salveremmo quel gioiello liberty che era la Birreria Boringhieri, demolita negli anni ’60 per evitare di fare una rotonda. Mont Saint Michel non è più quello di una volta? Sì, ma una volta se lo godevano pochi palati fini, oggi ci vanno due milioni di turisti l’anno. Il benessere spalmato ha vantaggi e svantaggi. Se c’è un solo bicchiere di vino in dieci, o lo beve il più ricco e spiega agli altri com’è, o lo versa annacquato a tutti, che se ne facciano almeno una vaga idea. Ma senza lamentarsi poi che non è vino.

collino@cronacaqui.it

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