Pentitevi o finirà il mondo

Oggi gli studenti italiani scioperano. Stavolta la ragione parrebbe nobile, e non inquinata dalla politica di sinistra come in quasi tutte le altre occasioni. Sentite qua: “studenti in piazza per salvare il pianeta contro le cause dei cambiamenti climatici”. Accipicchia! E chi non si mobiliterebbe per salvare il pianeta? Ma è nelle cause l’inghippo. Ormai l’opinione dominante impone che la colpa del global warming sia da addossare all’uomo e alle sue emissioni. Inutile appellarsi a illustri pareri contrari come quello del premio Nobel Carlo Rubbia o quello di Patrick Moore, co-fondatore di Greenpeace ed ex presidente di Greenpeace Canada. Moore sostiene che chi addossa all’uomo la colpa del cambiamento climatico sfrutta la paura e il senso di colpa della gente perché il metodo funziona: la paura è sempre stata usata nella storia per ottenere il controllo di menti e portafogli. Gli scienziati vengono assoldati da politici, industrie e burocrazie (come l’Onu) per accreditare questa tesi, onde ottenere potere e controllo politico e favorire la green economy. È difficile dissentire dal bombardamento mediatico mainstream. In tutti i campi. Come scrive Marcello Veneziani “Oggi si può bestemmiare Dio e la Madonna, la Patria e la Famiglia, insultare il Padre e la Madre che fa figli, ma è reato offendere religioni e patrie altrui, gay e lesbiche, neri, rom e migranti, e alcune pagine di storia sono sotto tutela penale (mentre altri orrori no)”. Senso di colpa climatico e political correctness: due armi del Grande Fratello Progressista che sarà difficile neutralizzare. Specie se hanno fatto breccia nelle menti suggestionabili dei giovani.

collino@cronacaqui.it

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