Omicidio-suicidio a Castiglione Torinese 4
Cronaca
IL CASO

Pensionato uccide la moglie e il cane, poi gira la pistola e si spara alla testa [FOTO E VIDEO]

Tragedia in una palazzina a Castiglione Torinese. L’allarme del figlio, ignote le cause
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Ha impugnato la pistola che aveva in casa, l’ha puntata contro sua moglie, l’amore della sua vita, e ha fatto fuoco. Poi, prima di rivolgere quella stessa arma contro di sè, ha ucciso anche il loro cane, un golden retriever.

L’ennesimo omicidio-suicidio che macchia di sangue la provincia torinese arriva questa volta da Castiglione. Via San Grato è una piccola stradina senza sbocco della periferia del paese e qui, al 12, in una casetta a due piani, hanno trascorso praticamente tutta la loro vita Carlo Marengo, 69 anni, e Rachele Olivieri, che avrebbe compiuto 71 anni tra pochi giorni, il 27 giugno. Proprio per festeggiare un compleanno, quello di un loro parente, a febbraio nel loro appartamento avevano ricevuto la visita del sindaco, Loris Lovera, e di alcuni consiglieri comunali. «Li conoscevo bene entrambi – racconta il primo cittadino – e quanto è successo mi lascia sconvolto. Nessuno in paese avrebbe mai potuto immaginare una cosa simile: erano una coppia perfetta. Non riesco davvero a capire cosa possa essere scattato». Al momento di andare in stampa, il sopralluogo del Sis dei carabinieri era ancora in corso e quindi ancora non si sa se Marengo abbia lasciato un biglietto per spiegare i motivi del folle gesto. Quello che è sicuro è che a dare l’allarme è stato il figlio Fabio, preoccupato perché da un paio di giorni non sentiva più i genitori. Quando i carabinieri della compagnia di Chivasso sono entrati in casa, hanno fatto la tragica scoperta: la donna era in cucina, seduta su una sedia. Forse è stata colpita mentre dormiva. Il cane e l’uomo erano invece nell’ingresso. Vicino al cadavere di Marengo, la pistola. Sarà il medico legale a chiarire quando è avvenuto l’omicidio-suicidio, anche perché nessuno dei vicini di casa ha sentito gli spari. «Se in paese avessimo anche solo immaginato che ci fosse qualche problema – si rammarica il sindaco – saremmo sicuramente intervenuti per aiutarli. Ma loro andavano d’accordo, non avevano difficoltà economiche, oltre al figlio avevano altri parenti che vivono qui a Castiglione ed erano anche molto attivi. Erano indipendenti, si muovevano in auto, frequentavano la chiesa. Problemi di salute? Forse è l’unica ipotesi ma se fosse così, non ne avevano fatto parola con nessuno». Dai primi accertamenti (le indagini sono coordinate dal pm Lea Lamonaca) pare che lui soffrisse di depressione.

 

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