Andrea Agnelli
Cronaca
Chiusa la curva con il Genoa

La Corte federale accoglie il ricorso. Pena esaurita oggi: niente più inibizione per Andrea Agnelli

Il presidente del club bianconero era stato condannato per la vicenda della gestione dei biglietti agli ultrà. Accolto il ricorso: multa di 100 mila euro al patron

Pena esaurita oggi: la vicenda sportiva di Andrea Agnelli può dirsi di fatto conclusa con la sentenza della Corte federale d’appello della Figc, che ha ridotto la squalifica iniziale di dodici mesi al presidente della Juventus per i rapporti non consentiti con gli ultrà. Nel dispositivo emesso nel pomeriggio di oggi, è stata però aggiunta una multa di 100 mila euro. Al club di Vinovo 600 mila euro di multa e un turno con la curva sud dello Stadium chiusa, ma con decorrenza dal 2018 (sarà per Juve-Genoa del 25 gennaio, non per la partita con la Roma di sabato prossimo).

NIENTE INIBIZIONE PER AGNELLI
Niente più inibizione, dunque, per Agnelli
. La Corte Federale D’Appello della Figc a Sezioni Unite, “in parziale accoglimento dei ricorsi proposti dal procuratore federale e dalla società Juventus con riferimento alla posizione del presidente Andrea Agnelli e in parziale riforma della decisione resa dal Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, ridetermina la sanzione allo stesso inflitta nell’ammenda di 100mila euro e nell’inibizione fino alla data odierna”.

TRIBUNA SUD A PORTE CHIUSA NELLA PRIMA DEL 2018
La Corte ridetermina inoltre “la sanzione dell’ammenda di 600 mila euro alla società e dispone la disputa della prima gara interna di campionato di Serie A dell’anno 2018 con il settore denominato ‘Tribuna (Curva) Sud‘ dell’Allianz Stadium di Torino privo di spettatori”.

ANNULLATE LE SANZIONI INFLITTE IN PRIMO GRADO
In accoglimento del ricorso proposto dalla Juventus in relazione alle posizioni del responsabile del ticket office Stefano Merulla e dell’addetto alla sicurezza Alessandro Nicola D’Angelo, la Corte inoltre “annulla le sanzioni inflitte all’esito del giudizio di primo grado”. Respinto il ricorso di Francesco Calvo, all’epoca dei fatti direttore commerciale della Juventus, e confermata la sanzione inflitta all’esito del giudizio di primo grado.

 

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