Roberto Saviano (Depositphotos)
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Pelati scortati e scornati

A me il Governatore della Campania De Luca non piace. È un politico puro, e per giunta comunista Doc, quindi basterebbe già questo a spiegare perché. Ma ha anche quel taglio tipicamente mandarino nel gestire il potere, da guappo di quartiere, un po’ minaccioso e un po’ paternalistico, umorale, che sicuramente non gli porta molte simpatie. Però gli porta voti, se è vero che stato eletto per quattro mandati Sindaco di Salerno e per due governatore della Campania, oltre che deputato nel 2006. Il motivo per cui ne scrivo è che finalmente ha fatto una cosa coraggiosa, da applauso. Ha tolto Saviano dal cartellone Festival Musicale di Ravello (classica e jazz), provocando le dimissioni del presidente della kermesse Scurati, che l’aveva scritturato. Saviano, inviperito, ha reagito su Facebook: “gli ospiti sono l’anima del Festival e dovrebbero essere pagati, ma non era il mio caso, perché a essere pagati devono essere solo gli amici di De Luca e De Luca stesso con le sue paranze. Purtroppo i festival culturali sempre di più sono determinati dalla politica e quindi sono a compagnia di giro, amici, amichetti, aspiranti”. Le ultime 20 parole sono un vero autogol. Sono l’ammissione esplicita dell’uso politico che fa la sinistra dei festival (Sanremo compreso), uso che Saviano voleva fare a Ravello anche se le sue sparate rosse non c’entrano nulla con la musica. Solo che si è trovato davanti un compagno tosto: in casa mia parla chi voglio, tu non mi piaci. Verrebbe da esultare se non fosse che tutti quei festival costosi e passivi sono pagati da noi e incensano sempre e solo il pensiero sinistro. Ma almeno per stavolta il pelato non avrà il solito pulpito per i suoi sproloqui.

collino@cronacaqui.it

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