movida
Cronaca
IL CASO

Patto per la movida sostenibile: «Ora un’alleanza tra i quartieri»

Comitati e associazioni si appellano al Comune: «Studiamo il post Covid»

Dal 26 aprile si comincia a tornare alla normalità e con la ripresa del mondo dello sport, della cultura e al tempo stesso degli eventi all’aperto. In una cornice, che dovrebbe rappresentare la normalità, rispunta fuori un vecchio problema: quello della malamovida. Motivo che ha portato associazioni e comitati torinesi di Centro, San Salvario, Quadrilatero, borgo Rossini e Vanchiglia a formare il coordinamento “Oltre la Movida”.

Il coordinamento
«Nell’anno in cui dovrebbero svolgersi le elezioni comunali – spiegano -, viene così proposto un progetto costruttivo per ricostruire un nuovo concetto di “cultura del divertimento”. Già il nome scelto, chiarisce che si intende proporre u n’idea collaborativa, un coinvolgimento che veda la partecipazione delle istituzioni, delle realtà commerciali, di quelle culturali, dei residenti». L’obiettivo è creare, insieme al Comune di Torino, una politica nuova e attiva. Per gestire spazi, orari, iniziative, «il più possibile con risvolti positivi per la libertà di impresa e diritti alla salute, entrambi garantiti dalla Costituzione e dalle leggi in vigore».

Il manifesto
Di movida responsabile se ne parla da anni, non solo a Torino a dirla tutta. Un codice di autoregolamentazione dei locali è stato proposto anche in molte altre città italiane. Così il manifesto del nuovo coordinamento torinese mette sì in piazza i vecchi problemi ma diventa anche un invito a superarli. Il riferimento – tra gli altri – è a Santa Giulia, piazza Vittorio e largo Saluzzo. «È un invito, anche, a ritrovare una Torino collaborativa, nel pieno rispetto delle libertà e dei diritti di tutti i cittadini – concludono -. Senza dimenticare i doveri. Un invito alla collaborazione che coinvolga il più possibile le giovani generazioni, tragga spunti dalla loro creatività, coltivata e affinata nei loro corsi di studio. Gli spazi ci sono e ampi. Non solo angoli per lo sballo autodistruttivo».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo