Piazza San Carlo (Depositphotos)
Buonanotte

Pastetta con le sarde

L’ultima trovata della premiata ditta Bellaciao & C. sono i flashmob delle sardine, che in Tv abbiamo già sentito chiamare Mis (movimento italiano sardine). Avvisateli che è pericoloso giocare con quelle tre lettere. Basta invertirne due e si finisce nella sigla del Movimento Sociale Italiano, il partito fondato nel 1946 da Almirante e altri reduci di Salò. Non che stia male, alle sardine e agli autonomi che ne costituiscono il nerbo, un accostamento a Salò: nessuno usa meglio di loro le tecniche di aggressione a sangue freddo spesso maramaldesche dei gappisti di quei tempi, dalle milizie accasermate nei centri sociali okkupati alla censura preventiva, dalle bastonature degli avversari al controllo dei media. Ma diciamo che popolo delle sardine suona meglio. Li identifica per quel che sono: un piccolo branco (anzi, banco) di pesci sciocchi, di quelli che se uno fa dietro front lo fanno tutti. Anche il modus operandi li smaschera per bari: il flash mob (mobilitazione lampo, scherzo inatteso) è una novità non ancora sottoposta a permessi o regolamenti. Per qualsiasi altra manifestazione pubblica (comizio, corteo, banchetto, gazebo) occorre l’autorizzazione della questura (che la può negare per motivi di ordine pubblico, ad esempio per sovrapposizione ad analoga manifestazione di segno opposto, com’era quella di Salvini a Bologna giovedì scorso) e i permessi comunali per l’occupazione di suolo pubblico. Per i flash mob, niente. Fu con quel trucco che la vedova di un camorrista a Napoli si prese piazza Plebiscito per una notte. Idem le sardine a Bologna e Modena. E non cadete nel vecchio trucco della contrapposizione numerica fra i presenti: il numero conta solo nelle urne. In piazza (vedi gilé gialli) vale zero.

collino@cronacaqui.it

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