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Cronaca
VIA DEGLI ULIVI

Partono i lavori nel prato di Falchera: in arrivo nuove case, servizi e negozi

Dopo la riqualificazione dei laghetti, ecco la fase-2 del piano di rilancio del quartiere

Ruspe al lavoro nel grande prato che attende il rilancio, e allora ecco che parte ufficialmente la seconda fase della riqualificazione della Falchera, quella dell’edilizia socialeVerranno infatti costruiti 340 appartamenti destinati all’housing sociale, ma il progetto prevede anche servizi e attività commerciali, che contribuiranno a spezzare il senso di isolamento dei residenti di un borgo che si trova all’estrema periferia di Torino e, di servizi, è sempre stato carente, tra cui quelli basilari come ad esempio l’anagrafe di piazza Astengo. I 340 appartamenti, realizzati grazie ai finanziamenti del Fondo Abitare Sostenibile Piemonte e al coordinamento di Investire Sgr, sono appunto destinati all’housing sociale, con gestione filiale della Cooperativa Di Vittorio.

Ma nel piano c’è molto altro: ad esempio arriverà una nuova fermata del tram 4, che sarà la più importante del quartiere e da cui partirà un percorso pedonale verso il nuovo nucleo abitativo. Che avrà nel suo fulcro la piazza con servizi e attività commerciali. E da lì si snoderanno i percorsi pedonali, uno diretto verso piazza Astengo e gli altri interni. Insediamento progettato dallo studio Picco Architetti, che ha tratto ispirazione dagli edifici di Falchera vecchia. Come oneri a scomputo, oltre alla nuova fermata del 4, anche una pista ciclabile, aree verdi attrezzate e stalli di sosta pubblica. Il tutto su una superficie di oltre 76mila metri quadrati, 28mila per l’housing sociale, 4mila a destinazione servizi, 3mila ad attività terziaria-commerciale e 730 per attività integrative all’abitare. Ci saranno poi 29mila metri quadrati di verde e piazze e 4500 di parcheggi.

Si tratta, di fatto, della fase-2 del progetto di rilancio della Falchera. La prima aveva avuto come fulcro l’inaugurazione, proprio un anno fa, del Parco laghetti, costato 3 milioni di euro e portato a termine dopo 5 anni di lavori. Uno dei luoghi simbolo, anche negativo, della periferia nord di Torino, bonificato dai rifiuti che lo avevano inondato con annessa eliminazione degli orti abusivi.

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