Passaggio della Presidenza tra l’Italia e l’Irlanda Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, Luigi Di Maio; del Ministro degli Affari Esteri dell’Irlanda. 132ma Sessione del comitato dei ministri degli esteri del Consiglio d'Europa presso la Reggia di Venaria reale. Torino 20 maggio 2022 ANSA/TINO ROMANO
Esteri
Alla Reggia i ministri del Consiglio d’Europa

Parte da Torino il piano per fermare il conflitto. Ma Putin è un “muro”

Dalla tregua al “cessate il fuoco” per arrivare alla pace: «L’obiettivo è di riaprire il dialogo tra Russia e Ucraina»

C’è un piano per la pace in Ucraina. Scritto dall’Italia. Ed è stato tenuto a battesimo alle porte di Torino. All’interno del salone aulico della Reggia di Venaria dedicato a Diana che, ieri mattina, ha accolto i ministri degli Esteri del Consiglio d’Europa per definire una strategia comune destinata a mettere fine al terrore. Per abbattere il «muro» alzato da Vladimir Putin davanti alle richieste di pace arrivate dal nostro presidente del Consiglio, Mario Draghi, che così ha chiosato il silenzio dello zar. Dall’altra parte del tavolo, invece, c’è una “road map” verso la conclusione del conflitto con obiettivi progressivi. Tregue localizzate per concedere l’evacuazione dei civili, ancora minacciati da missili e bombe. Poi la creazione di corridoi umanitari sicuri e la richiesta di “cessate il fuoco” generale per cominciare a costruire un tavolo di pace duraturo. Cercando di ricostruire il dialogo tra la Russia e l’Ucraina.

«Non sarà una pace imposta, sempre tenendo conto che c’è un invasore e un invaso» ha sottolineato Luigi Di Maio al termine del vertice che segna l’apertura di un percorso. E i primi passi si muovono proprio da qui. «Si parte da quelle che sono le disponibilità dell’Ucraina perché è il loro territorio ad essere stato invaso, il loro popolo che è stato ammazzato dalle bombe russe: il nostro obiettivo è facilitare il dialogo per arrivare il prima possibile a un cessate il fuoco e alla pace» ha aggiunto ancora il ministro ricordando che la proposta è stata presentata al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres e sarà al centro del quarto vertice dei 46 capi di Stato e Governo dei Paesi del Consiglio, per ora, soltanto annunciato. Ma anche al G7. «Gli sherpa sono già al lavoro». Secondo Di Maio il ruolo dell’Italia sarà centrale perché ha saputo rivelarsi «credibile» nel proporre il piano, «avendo sostenuto finanziariamente e supportato la legittima difesa dell’Ucraina con tutti i nostri mezzi». E se il semestre italiano di presidenza è stato fortemente segnato dalla guerra, questa ha rappresentato l’occasione di rafforzare il Consiglio nato proprio in difesa della pace nel 1949. A evidenziare, invece, quanto realizzato dall’Italia è stato il segretario generale Marija Pejcinovic Buric, annoverando tra i risultati più significativi del vertice anche l’accordo raggiunto per compensare il 7% del bilancio del Consiglio d’Europa che l’uscita della Federazione russa ha lasciato scoperto. Tra gli obiettivi dell’incontro per il passaggio di consegne al semestre di presidenza dell’Irlanda, anche la pubblicazione di nuove linee guida contro il discorso d’odio e l’istituzione di un gruppo di saggi. «La prossima riunione si terrà a Reykjavik in Islanda fra un anno» ha dichiarato Simon Coveney, ora, al vertice del Comitato. «Faremo del nostro meglio per cercare di mantenere la straordinaria energia innescata dall’Italia. La vostra presidenza è stata diversa da tutte, senza precedenti: avvenuta durante la crisi ucraina e richiamando ai propri doveri la Russia. Non è stato facile. Anzi, difficilissimo».

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