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L’origine dei termini flauto, clarinetto, pianoforte, viola e violino

FLAUTO Molto semplice l’etimologia di questa parola: deriva, infatti, dal fiato che lo strumentista soffia nello strumento. Il diretto antenato è il verbo latino flatare, soffiare. Tale voce fu poi modificata nel Medioevo e si giunse al moderno flauto dalla tradizione provenzale. Tuttavia, già gli antichi conoscevano questo strumento. I greci lo chiamavano aulos, ed era da loro largamente usato.

CLARINETTO Dal francese clarinette, derivato dal provenzale clarin, cioè sonaglio o oboe. A sua volta, la parola passò al francese dal latino clarus, sonoro.

PIANOFORTE L’etimologia di questa parola è scontata: deriva dalla composizione dei due vocaboli piano e forte, uniti per indicare la grande varietà di suoni che lo strumento può emettere. Pochi sanno, tuttavia, che inizialmente il pianoforte era leggermente diverso dall’attuale ed era chiamato “al contrario”: fortepiano. Così lo battezzò il suo inventore, il fiorentino Bartolomeo Cristofori, all’inizio del XVIII secolo. Il fortepiano, interamente in legno, è usato oggi per la sola musica settecentesca .

VIOLA, VIOLINO Ci sono due correnti di pensiero riguardo all’origine di queste parole. La prima, più antica, si rifà a quanto affermò frà Salimbene da Parma nel 1200: secondo lui, la viola – largamente usata nel Medioevo – significava “strumento che fa viù”. Un’origine onomatopeica, dunque. Secondo altri linguisti, il nome deriverebbe dai verbi “piular”, “miular” o “fiular”, nel significato di piangere, miagolare, fischiare.

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