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Le origini dei termini che indicano le diverse tonalità di blu: Savoia, turchese, di Prussia e di Persia

BLU SAVOIA Il colore azzurro (o blu Savoia) contraddistingue da secoli Casa Savoia. Pare sia stato scelto attorno al 1360 come colore devozionale (l’azzurro è il colore della Santa Vergine). Lo stesso colore fu poi scelto per la divisa della nazionale di calcio italiana.

TURCHESE Cosa c’entra la Turchia con il colore turchese? Il nome fu associato al colore a partire dalla seconda metà del Cinquecento, in associazione al nome della gemma che i romani chiamavano callaina. Ma il legame con la Turchia qual era? In realtà, ben poco: i giacimenti di turchese si trovano in mezzo mondo. Ma le gemme più preziose provenivano dall’Asia e giungevano in Europa passando dalla Turchia.

BLU DI PRUSSIA Nel 1720 due berlinesi, Diesbach e Dippel, scoprirono casualmente come realizzare un particolare blu scuro, quale diedero il nome di Blu di Prussia: Berlino era all’epoca non la capitale della Germania, bensì la capitale della Prussia. Il blu di Prussia è un colore intenso e tende verso il nero o il viola scuro quando viene mischiato con altri colori a olio; nel Settecento divenne di moda e fu considerata una delle colorazioni più pregiate.

BLU DI PERSIA Perché questa sfumatura di blu prende il nome della Persia (moderno Iran)? Il nome è molto antico, così chiamato in lingua italiana fin dal XVII secolo. Il motivo è forse dato dal commercio di preziosi che, come per il turchese, passavano dall’Asia centrale e dalla Persia per giungere in Europa.

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