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VANDALISMO I Vandali furono dei brutali saccheggiatori, che ben triste memoria hanno lasciato del loro passaggio. Ma non per questo li ricordiamo come gli antesignani dei teppisti. A “riscoprirli” e ad inventare il termine vandalismo fu l’abbé Henri Grégoire, uno degli esponenti più in vista della Rivoluzione francese, che coniò il termine “vandalisme” in riferimento a tutte le devastazioni compiute dai giacobini nelle chiese e nei conventi francesi. I vandali della Rivoluzione devastarono infatti i luoghi di culto senza alcun fine se non quello di distruggere un’altra cultura: esattamente come i Vandali del passato.

TEPPISTA Teppista è chi appartiene alla teppa, chi compie atti vandalici o violenti. Già, ma cos’è la teppa? Difficile trovare qualcuno che sappia il significato di questa parola, oggigiorno. Due secoli fa, invece, era una parola di moda: era uno “slang” della Milano ottocentesca per indicare le bande di giovinastri impertinenti, alcuni dei quali riuniti in una vera e propria “compagnia della teppa”, che fu sgominata con grande difficoltà dalla polizia austriaca.

BARBARO Come noto, la parola barbaro (barbrus) è la trasposizione latina della parola greca bárbaros, con la quale i greci definivano tutti coloro che non parlavano la loro lingua (anche i latini, quindi!). Dunque, per i greci antichi il barbaro era lo straniero. I romani chiamavano barbari tutti i loro nemici, primi fra tutti i galli (già quando Roma corse il rischio di essere distrutta dai galli di Brenno).

FARABUTTO Vi sono parole che sono giunte in Italia in modo curioso. Si pensi a farabutto, attestata nell’italiano dal Seicento, forse portata dai lanzichenecchi. Deriva dal basso tedesco Freibeuter, con significato di corsaro, predone.

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