Caciocavallo (Depositphotos)
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CACIO In genere, il termine antico per indicare il formaggio in Italia, specie nel centrosud, era “cacio” (di qui anche il termine caciotta). Presso gli Etruschi e poi i Romani in Italia dominava il termine cacio (il latino caseum) che passò all’italiano cacio e termini similari nelle lingue neolatine, ma che si evolse anche in caglio.

TOMA Dal provenzale antico toma, passato al francese tom(m)e, forse da un latino regionale toma che sembra ricordare il greco tomé (taglio). Un po’ come in mozzarella, termine che deriva da “mozza”, con allusione alla mozzatura, il procedimento con cui si divide l’impasto in singoli pezzi dalle forme caratteristiche.

CACIOCAVALLO Questo formaggio stagionato a pasta filata tipico dell’Italia meridionale, prodotto con latte di vacca con l’aggiunta di caglio, fermenti lattici e sale, ha un nome sicuramente curioso. Tradizionale di tutte le regioni che formavano il Regno delle Due Sicilie, il caciocavallo ebbe una tale fama da ispirare anche modi di dire popolari: “Far la fine del caciocavallo” significava morire impiccato, per analogia con la sua forma strozzata nella parte alta.

MOZZARELLA IN CARROZZA Perché una mozzarella dovrebbe essere “in carrozza”? Taluni affermano che questo piatto abbia un nome così singolare perché la mozzarella è adagiata su due fette di pane dorate predisposte in modo simile ad una carrozza, come a fare da cocchio al formaggio.

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