Un divano (Depositphotos)
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DIVANO Il Consiglio di Stato dell’Impero Ottomano si riuniva sul divano. Non perché i turchi (ma anche gli arabi, visto che la voce è di origine araba) fossero particolarmente pigri, ma perché era questo il principale arredamento della stanza del diwan, nella quale si riunivano i ministri della Sublime Porta. Per questo motivo, i paesi che normalmente commerciavano con la Turchia solevano chiamare il Consiglio di Stato turco il “divano”… e in questo nome il termine è entrato nella lingua italiana.

POLTRONA Nell’antica lingua gallica, il “poltro” era il letto o il cuscino. Sì: il termine “poltrone”, che indica il pigrone, deriva da questo originario significato. Poi, per estensione metonimica, da cuscino si è passati ad indicare anche la sedia comoda, quella sulla quale è bello fermarsi per riposare. In altri termini, la moderna poltrona.

TAPPETO Proveniente dai termini persiani tabseh, tabeh, tabastah, tabidan, la parola greca “tapesetos ” è poi passata nel latino tapetum, e già a partire dal secolo XIII appare nell’italiano fiorentino. Dal bizantino “tapetion” abbiamo invece la forma portoghese e spagnola “tapete” e la francese “tapiz” (moderno tapis).

LAMPADA Dalla voce latina lampas (greco lampàs) che indica l’oggetto destinato a contenere, proteggere e regolare la sorgente lumininosa. Gli esempi più antichi di lampade sono quelle a combustione di grassi liquidi consistenti in un recipiente contenente il combustibile nel quale era immersa in parte una miccia.

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