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Buonanotte

O Parmitano, portami via

Luca Parmitano è quel militare catanese (tenente colonnello dell’Aeronautica) e astronauta dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea) che da qualche giorno sta riorbitando intorno alla terra poco sopra le nostre teste. Dico “riorbitando” perché è la seconda volta che va lassù (la prima fu nel luglio del 2013) e dico “poco sopra” perché la Stazione Spaziale Internazionale non è poi così distante: 400 Km. È come se fabbricassimo idealmente una pertica lunga da Torino a Venezia e poi la drizzassimo. Lui è in punta. La luna è quasi mille volte più lontana (384.400 Km), ma 400 Km bastano per vedere la terra dall’alto, a pezzetti.

La sua Sicilia la vede bene, AstroLuca, tanto che twitta “come zucchero a velo, nuvole di bel tempo spolverano di bianco le terre della mia infanzia”. Spolverare vuol dire “togliere la polvere” e lui intendeva il contrario, ma a uno che dorme fra le stelle le puoi concedere, le licenze poetiche. E anche quelle scientifiche: nella teleconferenza stampa dallo spazio ha detto che ha trovato malandata la terra, coi deserti cresciuti e i ghiacciai ritirati. Che memoria, dopo sei anni! E che immaginazione! Lui dall’orbita della Stazione vede una striscia di pianeta che è meno di un quinto del totale, ma “controlla” ghiacciai e deserti. E siccome ha capito che fare il Gretino fa diventar ricchi e famosi, non dimentica di agitare il babau del global warming “che da lassù si vede bene”. Parbleu! Andate a vedere su Google le foto della terra prese dalla Stazione Spaziale: è già difficile ricostruire i profili delle terre emerse, ma lui misura i ghiacciai. A l’è pròpi ‘n vasco!

collino@cronacaqui.it

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