park Stura
Cronaca
CORSO GIULIO CESARE

Park Stura, 13 anni senza droga: «Ma manca ancora un’identità»

Piantumazioni e nuovi lampioni hanno cacciato il degrado

Prima è stata rimossa la recinzione, poi sono stati riparati i guasti all’impianto d’illuminazione (dopo i furti di rame). Il resto lo hanno fatto le piantumazioni volute da Palazzo Civico e il lavoro delle associazioni del territorio, che con le loro attività si occupano di tenere vivo il parco Stura tutti i mesi dell’anno. Oggi, a 13 anni di distanza dal grande blitz anti droga dei militari, il polmone verde compreso tra corso Giulio Cesare e il Novotel, nel quartiere Rebaudengo, sembra lontano parente di quello temuto del 2008. Il termine “Tossic park”, un tempo di moda, da queste parti è stato quasi abolito. E il via vai di spacciatori e tossici sulle rive del fiume spazzato via dopo tre mesi di indagini e controlli.

«E’ un parco incompiuto perché subito dopo i blitz non è stato fatto più nulla – spiega il consigliere 5 Stelle della Circoscrizione 6, Valter Cangelli -. Sono stati presentati faraonici progetti, come la realizzazione di un campo da golf, ma alla fine non si è concluso nulla». Anche il progetto dei punti verdi è tramontato troppo in fretta, così il parco è salito agli onori della cronaca anni fa solo per un’occupazione lungo le sponde da parte di alcuni pakistani.

Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. Sono stati messi a dimora più di 15mila alberi, in aree estensive, come i parchi Piemonte, Colonnetti, Stura. Il resto lo ha fatto la presenza sul territorio. Di chi semplicemente porta a spasso il cane o di associazione come il gruppo dei camminanti che quel parco, ormai, lo vivono. Eppure oggi si ha ancora la sensazione che manchi un’identità. Qualcosa che accompagni la parola futuro alla parola rinascita.

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