giardini erba gialla
Cronaca
L’EMERGENZA

Parchi e giardini in città bruciati da siccità e sole. E l’erba non cresce più

Viaggio nei principali polmoni verdi di Torino. Dalla Pellerina al Parco Dora e al Colonnetti. Vegetazione gialla e stagni senza l’acqua

E’ Torino ma sembra la Sardegna, oppure il Nord Africa, oppure ancora quei film distopici – tipo The Last Survivors – dove c’è un mondo in cui non piove da dieci anni. Non si arriverà a tanto, ma già oggi il capoluogo piemontese ci restituisce una natura che non avevamo mai visto. Basta passeggiare nei parchi, da Nord a Sud della città, per assistere a qualcosa di inedito: erba di colore giallo, completamente bruciata, colpita da quel sole così forte senza poter trovare il conforto di qualche goccia di pioggia. E’ così al Parco Dora, ad esempio nell’area Valdocco dove la gente va in bici o fa jogging in mezzo a un paesaggio brullo, semi-desertico. E nei pressi dell’area pedonale dal lato di via Livorno c’è anche una fontana che si sta spegnendo con l’acqua che ha formato una sorta di palude, circondata da mosche e zanzare.

Stesso paesaggio alla Pellerina. Vegetazione che non vuole più crescere, che ha assunto un inquietante colore giallo, ma almeno qui i laghi non sono ancora in secca e gli animali che li popolano possono stare tranquilli. Passeggiando per il Colonnetti, polmone verde di Mirafiori Sud, l’acqua invece scarseggia: succede negli stagni del Duca, dove si possono ammirare tante specie di uccelli e pesci, che però rischiano di doversi trovare un altro posto dove stare perché il loro habitat sta mutando in peggio. E’ questa la fotografia dei nostri parchi, e quest’anno infatti nessuno si sta lamentando del Comune o delle Circoscrizioni che non tagliano l’erba. Perché l’erba, semplicemente, non può crescere se non piove.

Non c’è da stupirsi, la situazione in Piemonte è grave: gli invasi, cioè i bacini con riserve di acqua, sono al minimo storico e mostrano una riduzione media del 50% rispetto al passato. La Regione, dal canto suo, ha assicurato che supporterà le province nel gestire l’emergenza idrica. E’ infatti emersa l’esigenza di portare avanti la realizzazione degli invasi – in Italia ci sono mille richieste – motivo per cui l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, si farà portavoce presso il Governo per la costituzione di un tavolo dedicato.

I prossimi 15 giorni saranno poi cruciali per salvare le colture e c’è la richiesta di poter rilasciare la massima acqua possibile, al netto delle esigenze del settore idroelettrico. «Nei prossimi giorni – ha sottolineato l’assessore Marnati – si avrà contezza di tutte le iniziative locali in campo. Agli operatori al momento va il ringraziamento della Giunta regionale per la sensibilità e la disponibilità dimostrata».

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