Telefonino
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Paradiso e inferno in tasca

La mia generazione ha visto innovazioni tecnologiche sensazionali. È vero che anche altre generazioni passate hanno visto invenzioni altrettanto rivoluzionarie (la ferrovia, l’elettricità, il telefono, il cinema, l’automobile, la penicillina…), ma noi “boomers” ci siamo difesi bene tra Tv, computers, cellulari, internet, robot e gite spaziali. Lodavo l’altra sera davanti a mio nipote Marco (20 anni) la bontà di Skype, quell’applicazione che consente di collegarsi col Pc (e adesso anche col cellulare) in videochiamata. A parte la comodità nelle videoconferenze, nel lavoro e nella didattica a distanza, mi emoziona l’importanza affettiva che ha quell’invenzione per chi vive lontano dalle persone amate. Poterle vedere facendosi vedere mentre si parla con loro è una cosa che consola miliardi di coppie innamorate e di parenti lontani. Non avevo ancora finito di lodare tutto questo, che Marco è planato sul mio entusiasmo come un Canadair su un incendio boschivo: “Sì, hai ragione nonno, ma non hai idea di quanti sono oppressi dall’obbligo imposto dal partner di telefonare solo in video. Guai a non farlo, scatta subito il sospetto”. Già. Gli ossessionati dalla gelosia pretendono di vedere sempre dov’è il partner, cosa fa, chi ha intorno, com’è truccato e vestito. La prima fregatura era stato il cellulare (ti ho chiamato e non hai risposto, dov’eri, cosa facevi?) poi è venuto l’inferno del face-time (come mai ti sei messa in tiro? Dove vai? Perché non sei in ufficio?). Hai un bel dire che basta non aver nulla da nascondere. Di questo passo tra telecamere e cellulari siamo spiati h24. La vita senza piccole bugie e trasgressioni è come il cibo senza sale. Fa bene alle arterie, ma…

collino@cronacaqui.it

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