IL CASO

I pappagalli più rari del mondo nella gabbia di un collezionista

Operazione dei carabinieri forestali nel torinese e a Novara, denunciate 4 persone

Decine di pappagalli rari e protetti, chiusi in gabbie e voliere. Animali vivi, esibiti come trofei da collezionisti privi di scrupoli, pronti a spendere decine di migliaia di euro anche solo per un singolo esemplare. Li hanno scoperti, a Novara e nel torinese, i carabinieri forestali di Novara e il nucleo Cites di Torino.

Pappagalli inseriti nella lista degli animali a massimo livello di protezione, come Ara fronterossa, Ara testa blu, Cacatua ciuffo arancio e soprattutto gli Ara giacinto, i più grandi e costosi pappagalli del mondo, che possono valere più di 20mila euro a esemplare. I carabinieri forestali hanno sequestrato 40 pappagalli – per un valore totale di circa 100mila euro – e hanno denunciato quattro persone, una a Novara e tre a Torino, per detenzione di specie Cites (minacciate da estinzione) e, per quelli tenuti in gabbia, maltrattamento di animali.

«Le indagini però non sono terminate – spiega il colonnello Benito Castiglia, comandante regionale carabinieri forestali – perché vogliamo capire da dove arrivavano quegli animali, chi li aveva “importati” in Italia e attraverso quale canale». Dell’operazione “Giacinto” si è parlato ieri a margine della presentazione dell’attività 2018 dei carabinieri forestali piemontesi, anno in cui sono stati effettuati 32.377 controlli, denunciate 564 persone, contestati 723 illeciti penali ed elevate sanzioni per 4,2 milioni di euro. L’attività ha riguardato numerosi settori tra i quali la tutela del territorio, l’attività investigativa sugli incendi boschivi e i controlli alla gestione dei rifiuti.

La tutela del territorio ha riguardato gli illeciti edilizi, urbanistici e paesaggistici commessi ai danni di aree vincolate; in questo settore sono stati effettuati circa 17mila controlli che hanno portato alla denuncia di circa 200 persone. Nel settore degli incendi boschivi è stata svolta sia attività di prevenzione che di contrasto che ha portato a elevare 65 sanzioni per accensione fuochi per un totale di 30mila euro oltre alla denuncia di 32 persone per incendi boschivi dolosi e colposi. Tra di loro non ci sono i responsabili dei roghi in Val di Susa, sui quali si sta ancora indagando.

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